Sabato 16 e domenica 17 giugno al Sanfelicinema

giugnoLocandina italiana Lazzaro Felice

Sabato 23
Domenica 24

Ore 21.15
Domenica anche ore 16.00

Drammatico,
Italia 2018
Di Alice Rohrwacher.
Con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno.

Durata: 2 ore e 10’.

Oro a Cannes per la sceneggiatura, il film racconta la storia dell’amicizia tra due giovani che vivono, con ruoli opposti, in una realtà contadina di molti anni fa. Ma i problemi non sono molto diversi da quelli di oggi.

LA CRITICA DEL FILM

Alla sua terza regia Alice Rohrwacher fa intraprendere al suo protagonista, e alla comunità che lo circonda, un cammino che è anche il proprio, all’interno di un cinema che deve molto a Olmi e Zavattini ma continua a spingersi oltre lungo un terreno che frana e si modifica continuamente sotto i suoi (e i nostri) piedi. Non è facile tenerle dietro mentre attraversa un’arcadia senza tempo che è anche un microcosmo di sfruttamento, dove il lupo è assai più giusto e buono dell’essere umano che lo teme. Il suo linguaggio parte da atavico e diventa postmoderno, racconta un vento che soffia senza tregua per spazzare via la protervia del potere e uno sputo nel piatto dell’ingiustizia sociale senza per questo negare che il Bene e il Male percorrono il tempo senza cambiarlo, riproponendosi all’infinito. La fionda che Tancredi, il figlio della Marchesa, regala a Lazzaro è come la cinepresa per Rohrwacher, ben consapevole della sua pericolosità: Alice si piazza sempre in medias res, fra le foglie di tabacco, dentro ai letti disfatti dei contadini, dietro lo sguardo puro del suo protagonista. Lazzaro è un’occasione come lo è il cinema di Alice Rohrwacher, che è tutto finto, nel senso di reinventato e ricreato, ma conserva radici profondamente reali, italiane prima che universali, rurali piuttosto che bucoliche.
Paola Casella – www.mymovies.it

Premiato per la sceneggiatura a Cannes, il film diretto da Alice Rohrwacher e interpretato tra gli altri da sua sorella Alba è una favola stralunata sulla possibilità della bontà, che gli uomini spesso ignorano ma che si ripresenta con tutta la sua prepotenza. Passando da un medioevo all’altro, quello di oggi, popolato da nuovi schiavi e schiacciato dalla disgregazione sociale, Lazzaro guarda il mondo con gli stessi occhi puri, un mondo che la regista racconta seguendo regole narrative non convenzionali, muovendosi con grande libertà e coraggio sfidando l’implausibilità.
Alessandra De Luca – www.avvenire.it

Un Candide millesimato, un contadinello da strelle nel fosso: Lazzaro ragiona come Totò il buono, l’eroe creato da Cesare Zavattini per Miracolo a Milano. (…). Da Novecento a L’albero degli zoccoli. Da Bertolucci a Olmi ai fratelli Taviani: la favola è il grimaldello per rappresentare la realtà, un’Italia dell’altroieri, ottocentesca eppure piena di buoni principi. Paragoni e prospettive da far tremare i polsi. Ma Rohrwacher (Alice) ha il coraggio di frenare l’attrazione fatale per il cinema d’autore (e d’antan), inevitabilmente da aggiornare, e privilegia i toni poetici, il versante lirico, alternando temi aerei alla rudezza del contesto. Scegliendo la descrizione trasognata della marginalità, le agnizioni e i piccoli contesti. Soffermandosi sull’amicizia tra Lazzaro e il marchesino Tancredi, sulla disperazione di Lazzaro quando Tancredi scompare e tutta l’Inviolata partecipa alle ricerche. Sfangando il rischio dei luoghi comuni, ma cedendo talvolta alla tentazione del bozzetto. Cinema poderoso e sottile insieme, di intenti nobili e fascinosa costruzione. Adriano Tardiolo si aggira per il film con l’aria di un cerbiatto abbandonato.
Paolo Baldini – www.corriere.it