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"Sono Pedro ...sono nato a San Felice il 4 marzo 1998" Sono Pedro, di razza jack russell terrier, colore bianco e nero con macchie marroni sul muso. Sono nato a San Felice il 4 marzo 1998, di carattere allegro e giocoso, faccio le feste a tutti tranne che al mio padrone. Sono aggressivo con i miei colleghi maschi e spasimo per le colleghe femmine, anche se non ne ho trovata una con la quale accoppiarmi! Sono molto agile e corro a una velocità incredibile. Ho un udito molto sviluppato e ho il terrore dei temporali con tuoni e lampi. Ho una strana idiosincrasia per tutte le persone in divisa, alle quali abbaio in modo violento. Insomma, ho tanti difetti, ma sono il cocco di Ruccio, il “mio” padrone! Nelle foto, Pedro in posa sul triciclo del padrone Ci ha scritto Fish, un pesce rosso che ... sa vivere Caro Sito di San Felice, mi chiamo “Fish” e sono un semplice pesciolino rosso, di quelli che conoscono tutti i bambini. Lo so, il nome è poco fantasioso, ma la mia amica Elena mi ha voluto con tanto amore e mi ha portato con sé a casa sua quando al Parco Ittico di Paullo le sono stato offerto come “regalo” per la sua visita. In realtà eravamo in due, ma il mio compagno di vasca non ce l’ha fatta purtroppo. Dicono infatti che noi pesciolini rossi non abbiamo vita lunga, anche perché chi dovrebbe accudirci sbaglia sempre o mettendoci in acqua troppo fredda o esagerando col cibo. Perciò a casa di Elena mi tengono al “calduccio” e quasi a “stecchetto”. L’altro giorno però avevo una fame da lupi e continuavo ad emergere in superficie con la speranza di trovare qualcosa da mettere sotto i denti. Nisba! Allora ho pensato: “Come farò a farle capire che ho fame”? I pesci, come è noto, non parlano (non si dice infatti “muto come un pesce”?). Ma io dalla fame che avevo ho fatto un tal baccano andando su e giù per l’acqua che Elena e sua sorella che erano davanti alla TV hanno pensato che un gatto si fosse tuffato nella mia brocca per far di me un sol boccone!!! E solo così finalmente è arrivata un po’ di pappa. Adesso che Elena sa che se voglio posso farmi sentire anch’io ci penserà bene prima di lasciarmi digiuno..! A tutti gli amici animali del sito il mio più ..rumoroso saluto! Ciao. Fish (Nella foto: Fish, visto di profilo, nella sua vera abitazione) La storia di Kalima, Gas e Ronnie raccontata da loro stessiMolti credono che i cani parlino. O meglio che si esprimano abbaiando. E fin qui sono quasi tutti d'accordo. Ma ci sono anche quelli che scrivono. Kalima, per esempio, che, tempo fa, aveva mandato una lettera a "7 giorni a San Felice". Visto che la lettera era stata pubblicata, Kalima ci ha preso gusto ed ha scritto anche al sito. Subito imitata dai suoi due nuovi amici. Restiamo in attesa di altra posta, corredata da foto di altri cani, gatti, pesci rossi, canarini, criceti, eccetera. Certamente a San Felice ci sono molti animali e ci sembrava giusto offrire anche a loro uno spazio nel sito del quartiere. Le loro storie potrebbero essere interessanti, curiose. Chissà? Un giorno potremo magari leggere la storia finora poco nota di una certa civetta Giovanna i cui discendenti abitano ancora da queste parti, o quella del pitone i cui pasti venivano mostrati (a pagamento) ai compagni di scuola dall'intraprendente padroncino. Caro Sito di San Felice, mi chiamo Kalima, sono una segugia di otto o forse nove anni, abito in via dello Sport con i miei amici Guido e Myrtis e con due gatti sbarcati da poco a casa nostra, Gas e Ronnie. Scrivo al nuovo, bellissimo sito di San Felice su suggerimento di Guido: a lui, e anche a me, piacerebbe che venisse creato uno spazio dove noi quadrupedi potessimo farci conoscere, inviando apposita foto. A San Felice siamo in tanti, credo che questo luogo d’appuntamento sarebbe molto frequentato. Sperando nella pubblicazione, vi mando il mio bau più cordiale. Kalima  Caro Sito di San Felice, curiosi come siamo, abbiamo scoperto che Kalima vi ha scritto. Noi siamo Gas & Ronnie, due giovani gatti uniti da un insolito destino: portati fin là dalla risacca della vita per vie diverse, abbiamo vissuto un anno e mezzo in una clinica veterinaria di Sorbolo, in provincia di Parma, dove eravamo curati e accuditi con amore ma pur sempre prigionieri. Myrtis e Guido ci hanno voluto con sé e dal primo novembre siamo anche noi felicemente sanfelicini. Poiché nella sua generosità Kalima vi ha parlato genericamente di quadrupedi e non di cani, ci siamo chiesti: sul sito potrebbe esserci posto anche per noi? Doppio miao da Gas & Ronnie Nota per la redazione: nella foto, Ronnie è a sinistra, Gas, di conseguenza, a destra Ronnie racconta: era una notte buia e tempestosa... Sono il gatto Ronnie, accolgo volentieri l’invito a raccontarvi la mia avventura. Era una notte buia e tempestosa, Guido e Myrtis in vacanza da qualche giorno, Kalima ospite di Carla a Rodano, io e il mio sodale Gas soli a casa. Una sera lo saluto e decido di avventurarmi nel golfo tra l’Ottava e via dello Sport, dove risiedo. Che cosa sia successo, l’ho cancellato per lo shock: forse mi ha inseguito un cane, forse mi sono spaventato perché proprio quella notte il golfo s’è d’improvviso popolato di terrificanti visitors disinfestatori di zanzare, fatto sta che ho perso la testa, sono scappato a zampe levate e mi sono ritrovato appollaiato nel folto dell’edera sul fianco della palazzina al 19 dell’Ottava: altezza presunta, sette-otto metri. E s’è messo pure a piovere a dirotto. La sera del terzo giorno, sento gridare il mio nome dal tetto di casa: era la voce di Myrtis. Comincio a gridare con tutto il fiato che mi resta. Seguendo le mie urla di “ricevuto” – proprio urla disperate, definirle miagolìi sarebbe improprio – Myrtis e Guido arrivano ai piedi della mia prigione verde. Loro però non possono salire, io ho paura di scendere. Guido, che nel frattempo aveva tappezzato golfi e negozi con la notizia della mia scomparsa, chiama i pompieri. Che arrivano, veloci, gentili, efficienti. Piazzano la scala parallela alla parete e uno di loro sale sulla piattaforma per venirmi a salvare. Ma mettetevi nella mia pelliccia: spaventato, intirizzito, agitatissimo, vedo salire verso di me un tizio con elmetto e guantoni da moschettiere che arrivato all’altezza giusta cerca di afferrarmi. Se proprio è finita, la finirò da gatto coraggioso, non da preda di un energumeno mascherato. E mi butto giù, striscio tre o quattro metri sull’edera a unghie sguainate, altri quattro, decimetro più decimetro meno, li percorro in volo libero. Assorbo da par mio la botta e via al galoppo verso casa, superando siepi e giardini e reti di cinta e ogni altro ostacolo. Myrtis è già li che mi aspetta, non ha mai cessato di chiamarmi. Ci abbracciamo felici, mentre Guido vaga ancora pateticamente nel golfo brandendo l’inutile trasportino (per i non iniziati: gabbietta utile al trasporto di gatti). THE END.
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