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IL SENSO E LA FINALITÀ DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA PROPOSTA AI RAGAZZI Sintesi degli incontri di fine settembre-inizio ottobre 2008 fatti coi genitori dei ragazzi in vista della loro Iniziazione Cristiana 1) Dalla lettera del nostro Cardinale Arcivescovo Dionigi Tettamanzi, a seguito della Visita Pastorale compiuta nel nostro Decanato (Cernusco s/N) lo scorso aprile, sono stati sottolineati dal nostro Parroco don Francesco i seguenti punti: - l’invito alle parrocchie (o comunità cristiane presenti nel nostro territorio) a collaborare sempre di più fra di loro;
- l’esigenza che i cristiani “laici” (che cioè non hanno ricevuto il Sacramento dell’Ordine o non si sono sposati per una qualsiasi forma di consacrazione religiosa) collaborino sempre più coi sacerdoti e/o religiosi (anche perché stanno tutti, da noi, drasticamente diminuendo) e per questo si preparino sempre più anche in vista di questo servizio.
2) A quest’ultimo proposito, da noi, per esempio, mancano sempre [tuttora!] dei catechisti (o catechiste), soprattutto dopo la Cresima… Senza adeguato numero di volontari(e) non è possibile svolgere questo prezioso ufficio! Chi si offre? Sarà ovviamente cura anzitutto dei sacerdoti la loro preparazione. 3) Non avete capito male: non si tratta di svolgere un’onerosa (soprattutto per i catechisti!) pratica burocratica per provare qualche emozione, arrivare alla Cresima e fare una bella festa di arrivederci al momento del matrimonio! L’”Iniziazione Cristiana” è appunto l’inizio di una più effettiva esperienza di “Chiesa”, cioè di comunità cristiana e quindi vita cristiana tout court, che raggiunge la sua “pienezza” (non il termine!) con la Cresima e l’Eucaristia, vale a dire che con questi due sacramenti debitamente preparati, il ragazzo o la ragazza ha la capacità, da giocarsi giorno per giorno, di realizzare effettivamente la vita cristiana iniziata da Gesù e da Lui comunicata attraverso la Parola di Dio e i Sacramenti. Non frequentare più, o in maniera assai rarefatta, la vita della comunità cristiana (fatta di incontri, celebrazioni, feste, carità, preghiera…) equivarrebbe a un rifiuto dei Doni di Dio… Che significa allora averli (prima) “celebrati”? 4) Decisivo e indispensabile è, anche per questo, l’apporto dei genitori, tutti e non di uno solo, e l’accordo e la chiarezza con il significativo, ma in sé insufficiente, contributo che la comunità cristiana (qui i catechisti e i sacerdoti) dà a voi, che restate i primi educatori dei vostri figli, anche in questo campo! - La Parrocchia offre ai genitori l’opportunità di alcuni incontri (nel mese di ottobre) per approfondire temi fondamentale della nostra Fede; altri ce ne saranno verso la fine di gennaio-inizi di febbraio, di carattere più culturale anche se incentrati sulla figura di S. Paolo, di cui ricorre il bimillenario dalla nascita.
- Per chi avesse abbandonato o ridotto la pratica religiosa è un caloroso appello a provare a riavvicinarsi per riscoprire (o scoprire per la prima volta?) la forza, la ricchezza e la gioia di una vita vissuta con la fede di Gesù.
- Poiché la fede deve necessariamente manifestarsi in azioni concrete, altrimenti si svuoterebbe di significato, per tutti, anche per chi non crede ”di fatto” o non si mostra coerente nelle proprie scelte, risulta doveroso aiutare il proprio figlio non semplicemente a partecipare agli incontri di catechesi, ma a mantener fede a tutti quegli impegni che esprimono la volontà di essere cristiani e che la parrocchia di volta in volta propone e richiama (la preghiera quotidiana, l’ascolto della Parola di Dio, la Messa domenicale e festiva, la Confessione periodica, la preparazione alle grandi feste cristiane: la Novena per il Natale e la Settimana Santa per la Pasqua; la carità, il servizio…). Finché non impareranno, con la maturità “umana”, a decidere da sé e a comportarsi di conseguenza… Diversamente da parte nostra non potremmo troppo sperare di raggiunger lo scopo, ma soprattutto il ragazzo si troverebbe non di rado in difficoltà e non rispettato nella sua volontà di essere cristiano… Comprendiamo la difficoltà di dover fare anche delle scelte con delle rinunce, ma è pure il modo più efficace per dire che Dio è importante per nostro figlio. In caso di serie difficoltà è opportuno un confronto, onesto e cordiale, coi sacerdoti.
Iscrivere il proprio figlio all’Iniziazione Cristiana significa assumersi consapevolmente questa responsabilità! Ricordiamo, per chi lo deve ancora fare, di portare il certificato di Battesimo. 5) Un aiuto per tutto ciò è anche l’attenzione alla comunicazione. I nostri canali sono: - l’”Insieme”, un pieghevole settimanale presente sulle mensole agli ingressi della chiesa;
- il sito www.sanfelice.it, che riporta fra l’altro lo stesso “Insieme”;
- volantini distribuiti ai ragazzi (controllare le cartelle! E che i ragazzi non vengano senza il materiale!!) e a volte qualche locandina affissa presso i locali parrocchiali;
- queste riunioni coi relativi calendari (da non perdere! Vedremo di metterli anche sul sito);
- il vostro prezioso passaparola e qualche telefonata delle catechiste (cui esprimere sempre grande riconoscenza, incoraggiamento e sostegno nella preghiera, avvertendo di eventuali assenze dei vostri figli!).
Con gratitudine, don Giovanni
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