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Tre semplici interventi per riqualificare il quartiere |
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Pubblichiamo una lettera indirizzata dalla signora Francesca Bollino all’amministratore Luca Ruffino e girata per conoscenza a un gruppo di residenti, tra i quali i due sacerdoti, e al sindaco di Segrate Adriano Alessandrini.
Gentile Amministratore, sono una sanfelicina "storica"- tra i primi 100 del quartiere- e ne ho visto dunque l'evoluzione.Negli anni ’90 sono tornata qui dal centro di Milano (che iniziava a deteriorarsi parecchio) per una scelta famigliare e sono contenta di avere ritrovato la mia vecchia comunità di origine. Se parliamo però di ammodernamenti e servizi, per un quartiere che era all' avanguardia 40 anni fa, devo dire che ho visto ben poco di migliorato. Eravamo tanto avanti e abbiamo vissuto di rendita, comunque pagando fior di spese (con anche sperperi ingenti che lei conoscerà di certo). Lasciando perdere il fatto che il nostro quartiere si è (ahimè) più avvicinato a Milano e mostra i segni del tempo, e tralasciando aspettative ormai illusorie di incontaminazione, tuttavia va sottolineato che ad esso mancano tre elementi basici, non avveniristici, ma essenziali, la cui assenza favorisce il progressivo degrado. C’è bisogno di tre interventi improcrastinabili, prioritari (ed economici). Interventi che molti sanfelicini stanno aspettando da tempo: 1) Le strade necessitano di ulteriori importanti rompivelocità (o dissuasori) nei punti giusti; mamme, bambini e anziani sono in pericolo quando sfrecciano adulti frustrati sui Suv o adolescenti viziati su moto immeritate. 2) Gli anelli a fondo strada, alcuni punti caldi del centro e dei parchi necessitano di ulteriore illuminazione. Coi pannelli solari e gli incentivi si tratta di interventi minimi che non vanno rimandati: furti di auto, nelle case e nei negozi, spaccio di droghe e ubriacature di gruppo sono decisamente disincentivati dalle luci (tutti lo sanno e tutte le amministrazioni lo mettono in atto). Non essere ancora intervenuti è un atto molto grave di mancanza di rispetto e di cura della comunità. 3) In portineria centrale va ripristinata la sbarra con controlli random (casuali): “lei dove va e da chi?”. Tutti i residenti rimettano sulle auto gli adesivi con l’alberello. Se devono passare gli autobus la sbarra si alza e basta, bastano due controlli al giorno soprattutto la sera e d'estate. Contemporaneamente alcune telecamere piazzate nei punti giusti serviranno da deterrente (e non solo). Riassumendo: il degrado di San Felice è dovuto soprattutto a tre mancanze essenziali (di protezione, rispetto e sicurezza): 1) rompivelocità insufficienti 2) illuminazione inadeguata 3) ingresso senza controllo. Preghiamo l'Amministrazione e i Sanfelicini di fare una riflessione al riguardo e di impegnarsi seriamente per attrezzare il quartiere di questi elementi indispensabili. Grazie, cordialmente. Francesca Bollino
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