PONTE DEGLI SPECCHIETTI – 20 SETTEMBRE 2026

Ape d’oro

Valutiamo con piacere la segnalazione dell’Ape d’oro da parte del Comune, dato quest’anno anche ai volontari giovani e adulti che si occupano dell’oratorio estivo, un’esperienza che coinvolge molte persone che dedicano il proprio tempo in modo totalmente gratuito. La comunità cristiana può così offrire, in cinque parrocchie, questo spazio e questo tempo che intercettano anche il bisogno di molte famiglie della città.

 35-50
Sono numeri che raccolgono una fascia di età, quella dei quarantenni, presenti tra i 35 e 50 anni. Dal 2021 è presente nella parrocchia di santo Stefano questa esperienza, nata per tre specifici motivi. In primo luogo l’obiettivo era unire una fascia di età che si trova alle prese con lavori impegnativi o con le incombenze familiari. Non è possibile chiedere loro particolari impegni in parrocchia (bene quando avviene!).  Perché allora almeno non trovarsi? Su questa prima motivazione ci si è mossi favorendo un incontro quindicinale alla domenica ore 19, prevedendo anche la cena.

La seconda motivazione stava nel mettere insieme persone arrivate da poco nel territorio parrocchiale ma che avevano alle spalle un’esperienza di fede. In terzo luogo si voleva precisare uno spazio di fraternità così che chiunque fosse in ricerca o desideroso di ravvivare la fede, potesse trovare un posto. Succede, infatti, che nascano movimenti interiori oppure che si avverta il bisogno di una condivisione nella spiritualità: dove andare a coltivare questo desiderio? Così l’esperienza “35-50” poteva diventare una iniziativa con un andamento continuativo e, allo stesso tempo, elastico. Nel corso di questi anni molti hanno partecipato, alcuni per un tratto più breve, altri per un periodo più prolungato. Il gruppo è composto da una trentina di persone interessate alla proposta, con una presenza abituale che si attesta attorno alle 20 unità.

Domenica 11 ottobre ore 19 si riprende in oratorio santo Stefano.
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PONTE SPECCHIETTI – 12 SETTEMBRE 2026

Attraversare il ponte

Riprende il “ponte degli specchietti”, salutando con gratitudine la riapertura del “Ponte” vero che congiunge Segrate con Novegro e San Felice. Dopo due mesi di lavoro che hanno costretto molti di noi a cambiare percorso per superare la ferrovia, abbiamo tirato un bel respiro tornando a passare su quella strada, apprezzando il lavoro svolto e soprattutto la velocità di percorrenza tra quartieri vicini. Un sollievo, un segno di normalità ritrovata. La chiusura del ponte è avvenuta il 6 luglio, appena tre giorni dopo la morte improvvisa di don Felice. Venerdì 3 luglio infatti, mentre si preparava a celebrare la Messa, un attacco di cuore lo ha colpito in modo fulmineo, portandolo alla morte, avvenuta al Monzino verso le ore 20. Martedì 7 luglio abbiamo celebrato il suo funerale, “passaggio pasquale”, insieme a persone giunte da Milano, Siziano, Cesano Boscone e Pioltello. I fedeli di San Felice, Novegro e Santo Stefano si sono raccolti nella liturgia presieduta dal vicario don Antonio Novazzi e da diversi sacerdoti. Il vescovo Delpini pur non potendo presiedere la celebrazione è venuto per sostare in preghiera davanti alla salma. Il Vicario ha voluto che fosse don Norberto a tenere l’omelia, anche per l’amicizia che li legava fin dal 1980.Trascriviamo il testo, preso dagli appunti.

Nell’omelia il saluto a don Felice

In ogni messa si inizia con il segno della croce e con un augurio di pace. E’ la pace di Pasqua che è “per voi discepoli” e per quelli che sarebbero venuti. Questo è già un primo richiamo che ci viene offerto da un Felice sacerdote che, dal 1975, così ha salutato ragazzi, giovani, adulti e anziani nelle comunità dove è stato, fino al 2 luglio ultima messa celebrata. Ci viene rivolto un augurio di pace buono perché viene da Gesù risorto, Figlio del Padre, benevolo, di cui il nostro amico prete conosceva i tratti.

E’ sempre il prete che chiede per lui e per tutti i presenti di riconoscersi peccatori, portatori di male. La Chiesa educa a questo. Perché riconoscere il peccato in noi e in quei luoghi dove c’è ingiustizia che causa povertà, morte, odio, disprezzo? Anche il don sapeva che bastava riconoscerlo, perché il peccato perdesse il legame con il Maligno. Infatti il diavolo non vuole che noi ci riconosciamo tali, quindi aperti ad una salvezza e all’aiuto di Dio. In fondo siamo tutti obesi per il peccato che ci portiamo nel cuore sia chi celebra, sia il popolo di Dio. Kyrie eleison. Sappiamo di uscire dai chiari contorni che riceviamo quando diventiamo figli di Dio, perché battezzati. Quando è così, aumenta il volume dell’egoismo che ci rende pesanti e anche un po’ sformati. Kyrie eleison. Riconoscendoci tali invece, si torna piccoli, con quel carattere gioioso di bambino, che abbiamo riconosciuto anche nel nostro don Felice.

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L’Addio a don Felice per la sua Pasqua

Don Felice Terreni

di anni 77

È tornato alla casa del Padre

Già coadiutore presso la Parrocchia San Pietro in Sala a Milano, parroco a Seggiano, a Cesano Boscone, a Siziano, ora residente nella Parrocchia Santi Carlo ed Anna, San Felice Segrate

Si terrà il Santo Rosario domenica 5 Luglio alle ore 20:30

I funerali avverranno martedì 7 Luglio alle ore 11:00 presso la parrocchia Santi Carlo ed Anna (San Felice) indi la sepoltura nel cimitero di Pioltello.

CAMERA ARDENTE PRESSO ORATORIO SAN FELICE

Domenica 5 luglio: dalle 11 alle 13 – dalle 16 fin dopo il rosario

Lunedì 6 luglio: dalle 8.30 alle 11.30 –  dalle 16 alle 19

Martedì 7 luglio:  la salma sarà chiusa alle 9 e portata in chiesa per l’inizio della celebrazione

PONTE DEGLI SPECCHIETI n. 67

IL PONTE CHIUDE

Così, mentre il “foglio di comunicazione” delle nostre parrocchie va in meritato riposo, il ponte di via Morandi chiuderà non per riposare, ma per ricevere una adeguata manutenzione. Anche lui ha diritto ad una “riguardatina” con tutto il lavoro che fa ogni giorno. È infatti un passaggio utile e indispensabile per entrare in Segrate o per raggiungere dal centro cittadino i quartieri di San Felice e Novegro.

Quando abbiamo visti i cartelli gialli che segnalavano la chiusura del ponte degli specchietti per due mesi, il primo pensiero è stato: “Come farò a passare dall’altra parte?”. La mente è corsa subito alle alternative: la strada verso Rubattino oppure verso Pioltello. Il secondo pensiero è diventato: “Meno male che il lavoro viene fatto in estate”. L’attenzione, in questo caso, va agli orari di punta del mattino e della sera. Così, chiudendo il ponte degli specchietti, riscopriamo il valore di questa importante via di comunicazione.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.66

Sulla strada nuova

Credo che tutti abbiano avuto una bella sensazione percorrendo in macchina la nuova strada che, dal tunnel di Pioltello, porta a Segrate. Non è ancora il tragitto completo, ma segna comunque la fine di un lungo periodo di lavori che ha portato rallentamenti sulla Cassanese e non solo. Manca ancora il tratto che si congiungerà alla tangenziale già da anni pronta ma, pare, ormai imminente.

Nei pochi anni vissuti qui ho sperimentato le difficoltà negli spostamenti, accettandoli nella speranza di un vero miglioramento. Solo a lavori conclusi si potrà capire fino in fondo il valore della progettazione e dell’esecuzione di una arteria che cambierà il volto della città. Pensare, scavare, progettare, discutere, traportare macerie, gettare cemento, asfaltare, mettere le segnaletiche ecc. ecc. è l’insieme di un lavoro che si apprezzerà solo alla fine, dimenticando i disagi provati per molti mesi.

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