PONTE DEGLI SPECCHIETTI – 27 SETTEMBRE

Un momento bello

Sabato 19 settembre a Lavanderie si è svolto il terzo incontro dei Consigli pastorali della città, preceduto da buon piatto di polenta. Di seguito, riportiamo, in forma schematica, l’intervento del Vicario di zona che ha illustrato il percorso che ci accompagnerà verso decisioni importanti per le nostre parrocchie.

Si continuerà sulla linea tracciata in questi anni. Ricordiamo le iniziative con momenti liturgici (messa in ottobre, via Crucis cittadina, giornata dei martiri, veglia di Pentecoste, coro cittadino), con momenti formativi (l’itinerario ai ministeri, gli incontri “Credere? parliamone”, la preparazione al matrimonio, il cammino giovani coppie, la preparazione alla cresima degli adulti, e il collegamento tra gli educatori) e con il lavoro del Centro d’Ascolto. Ogni Consiglio Pastorale riprenderà questa traccia di lavoro coinvolgendo, periodicamente, le persone della comunità. Ecco il testo.

Parole del Vicario don Antonio
Dopo il terzo incontro dei consigli pastorali si delineano alcuni compiti da portare avanti come Chiesa di Segrate. La missione della Chiesa non appartiene a una singola persona ma alla comunità tutta che precede l‘arrivo di un ministro e continua anche quando termina il suo servizio.

Consiglio pastorale
Il Consiglio pastorale non è un organismo organizzativo della comunità ma il luogo della condivisione e della corresponsabilità nelle decisioni pastorali.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI – 20 SETTEMBRE 2026

Ape d’oro

Valutiamo con piacere la segnalazione dell’Ape d’oro da parte del Comune, dato quest’anno anche ai volontari giovani e adulti che si occupano dell’oratorio estivo, un’esperienza che coinvolge molte persone che dedicano il proprio tempo in modo totalmente gratuito. La comunità cristiana può così offrire, in cinque parrocchie, questo spazio e questo tempo che intercettano anche il bisogno di molte famiglie della città.

 35-50
Sono numeri che raccolgono una fascia di età, quella dei quarantenni, presenti tra i 35 e 50 anni. Dal 2021 è presente nella parrocchia di santo Stefano questa esperienza, nata per tre specifici motivi. In primo luogo l’obiettivo era unire una fascia di età che si trova alle prese con lavori impegnativi o con le incombenze familiari. Non è possibile chiedere loro particolari impegni in parrocchia (bene quando avviene!).  Perché allora almeno non trovarsi? Su questa prima motivazione ci si è mossi favorendo un incontro quindicinale alla domenica ore 19, prevedendo anche la cena.

La seconda motivazione stava nel mettere insieme persone arrivate da poco nel territorio parrocchiale ma che avevano alle spalle un’esperienza di fede. In terzo luogo si voleva precisare uno spazio di fraternità così che chiunque fosse in ricerca o desideroso di ravvivare la fede, potesse trovare un posto. Succede, infatti, che nascano movimenti interiori oppure che si avverta il bisogno di una condivisione nella spiritualità: dove andare a coltivare questo desiderio? Così l’esperienza “35-50” poteva diventare una iniziativa con un andamento continuativo e, allo stesso tempo, elastico. Nel corso di questi anni molti hanno partecipato, alcuni per un tratto più breve, altri per un periodo più prolungato. Il gruppo è composto da una trentina di persone interessate alla proposta, con una presenza abituale che si attesta attorno alle 20 unità.

Domenica 11 ottobre ore 19 si riprende in oratorio santo Stefano.
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PONTE SPECCHIETTI – 12 SETTEMBRE 2026

Attraversare il ponte

Riprende il “ponte degli specchietti”, salutando con gratitudine la riapertura del “Ponte” vero che congiunge Segrate con Novegro e San Felice. Dopo due mesi di lavoro che hanno costretto molti di noi a cambiare percorso per superare la ferrovia, abbiamo tirato un bel respiro tornando a passare su quella strada, apprezzando il lavoro svolto e soprattutto la velocità di percorrenza tra quartieri vicini. Un sollievo, un segno di normalità ritrovata. La chiusura del ponte è avvenuta il 6 luglio, appena tre giorni dopo la morte improvvisa di don Felice. Venerdì 3 luglio infatti, mentre si preparava a celebrare la Messa, un attacco di cuore lo ha colpito in modo fulmineo, portandolo alla morte, avvenuta al Monzino verso le ore 20. Martedì 7 luglio abbiamo celebrato il suo funerale, “passaggio pasquale”, insieme a persone giunte da Milano, Siziano, Cesano Boscone e Pioltello. I fedeli di San Felice, Novegro e Santo Stefano si sono raccolti nella liturgia presieduta dal vicario don Antonio Novazzi e da diversi sacerdoti. Il vescovo Delpini pur non potendo presiedere la celebrazione è venuto per sostare in preghiera davanti alla salma. Il Vicario ha voluto che fosse don Norberto a tenere l’omelia, anche per l’amicizia che li legava fin dal 1980.Trascriviamo il testo, preso dagli appunti.

Nell’omelia il saluto a don Felice

In ogni messa si inizia con il segno della croce e con un augurio di pace. E’ la pace di Pasqua che è “per voi discepoli” e per quelli che sarebbero venuti. Questo è già un primo richiamo che ci viene offerto da un Felice sacerdote che, dal 1975, così ha salutato ragazzi, giovani, adulti e anziani nelle comunità dove è stato, fino al 2 luglio ultima messa celebrata. Ci viene rivolto un augurio di pace buono perché viene da Gesù risorto, Figlio del Padre, benevolo, di cui il nostro amico prete conosceva i tratti.

E’ sempre il prete che chiede per lui e per tutti i presenti di riconoscersi peccatori, portatori di male. La Chiesa educa a questo. Perché riconoscere il peccato in noi e in quei luoghi dove c’è ingiustizia che causa povertà, morte, odio, disprezzo? Anche il don sapeva che bastava riconoscerlo, perché il peccato perdesse il legame con il Maligno. Infatti il diavolo non vuole che noi ci riconosciamo tali, quindi aperti ad una salvezza e all’aiuto di Dio. In fondo siamo tutti obesi per il peccato che ci portiamo nel cuore sia chi celebra, sia il popolo di Dio. Kyrie eleison. Sappiamo di uscire dai chiari contorni che riceviamo quando diventiamo figli di Dio, perché battezzati. Quando è così, aumenta il volume dell’egoismo che ci rende pesanti e anche un po’ sformati. Kyrie eleison. Riconoscendoci tali invece, si torna piccoli, con quel carattere gioioso di bambino, che abbiamo riconosciuto anche nel nostro don Felice.

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