PONTE DEGLI SPECCHIETI n. 67

IL PONTE CHIUDE

Così, mentre il “foglio di comunicazione” delle nostre parrocchie va in meritato riposo, il ponte di via Morandi chiuderà non per riposare, ma per ricevere una adeguata manutenzione. Anche lui ha diritto ad una “riguardatina” con tutto il lavoro che fa ogni giorno. È infatti un passaggio utile e indispensabile per entrare in Segrate o per raggiungere dal centro cittadino i quartieri di San Felice e Novegro.

Quando abbiamo visti i cartelli gialli che segnalavano la chiusura del ponte degli specchietti per due mesi, il primo pensiero è stato: “Come farò a passare dall’altra parte?”. La mente è corsa subito alle alternative: la strada verso Rubattino oppure verso Pioltello. Il secondo pensiero è diventato: “Meno male che il lavoro viene fatto in estate”. L’attenzione, in questo caso, va agli orari di punta del mattino e della sera. Così, chiudendo il ponte degli specchietti, riscopriamo il valore di questa importante via di comunicazione.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.66

Sulla strada nuova

Credo che tutti abbiano avuto una bella sensazione percorrendo in macchina la nuova strada che, dal tunnel di Pioltello, porta a Segrate. Non è ancora il tragitto completo, ma segna comunque la fine di un lungo periodo di lavori che ha portato rallentamenti sulla Cassanese e non solo. Manca ancora il tratto che si congiungerà alla tangenziale già da anni pronta ma, pare, ormai imminente.

Nei pochi anni vissuti qui ho sperimentato le difficoltà negli spostamenti, accettandoli nella speranza di un vero miglioramento. Solo a lavori conclusi si potrà capire fino in fondo il valore della progettazione e dell’esecuzione di una arteria che cambierà il volto della città. Pensare, scavare, progettare, discutere, traportare macerie, gettare cemento, asfaltare, mettere le segnaletiche ecc. ecc. è l’insieme di un lavoro che si apprezzerà solo alla fine, dimenticando i disagi provati per molti mesi.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 65

Andare a Barcellona

Mi spiace non essere mai andato a Barcellona e non aver mai potuto visitare la Sagrada Familia. Chi l’ha vista racconta con entusiasmo il senso di meraviglia che suscita, la bellezza che porta la firma del venerabile Gaudì e il fascino del lavoro dello scultore giapponese Etsurō Sotoo che, “convertito” proprio grazie a questa opera, ora prosegue nel suo lavoro artistico. La presenza in questi giorni del Papa con la benedizione della Torre di Gesù – la guglia più alta – mi obbliga… a fare un fioretto: entro il prossimo anno andare a vederla e a pregare lì. Magari vedremo di organizzare un pellegrinaggio per concretizzare questo desiderio. Prendo così lo spunto – visto che in questo periodo le iniziative parrocchiali sono poche, a parte l’oratorio estivo – per ascoltare le parole di Leone XIV

«O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra». Con la lode di questo Salmo, così pieno di gioia e stupore, saluto tutti voi, carissimi fratelli e sorelle. Oggi, infatti, la Basilica della Sacra Famiglia ci accoglie, aprendo le sue porte come braccia spalancate per invitare ciascuno a questo altare, all’ascolto della parola di Dio, che ci costituisce famiglia amata dal Signore, nutrita dalla sua stessa vita nell’Eucaristia. È così che Barcellona, la ciutat comtal, e tutta la Catalogna si radunano in questo tempio, segno di unità e di concordia, e alzano lo sguardo per incontrare il volto di Dio Padre, raggiante nel suo Figlio fatto uomo, Gesù Cristo

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.64

Il colore cambia

L’attuale giorno di Pentecoste non ha bisogno di essere spiegato e riscoperto perché… sappiamo tutti di cosa stiamo parlando!  Dopo la Pasqua, la Pentecoste è la grande solennità che possiamo collocare al secondo posto tra le grandi feste cristiane, accanto al Natale, all’Epifania e al mistero dell’Ascensione. Ci basti ricordare il completamento dell’azione di Gesù nella Pasqua, lasciandoci quel dono che ci innesta nella relazione viva con Dio, possedendo la sua stessa vita, il fiato divino. Con la Pentecoste inizia una nuova incarnazione, quella dello Spirito Santo nel corpo dei credenti, nella Chiesa che ovviamente non coincide con lo stato del Vaticano!

Infine ci basti osservare il cambiamento del colore liturgico, che dal bianco passa al rosso. Questo colore ci accompagnerà fino alla festa della Dedicazione del Duomo (il 18 ottobre) attraverso un itinerario lungo e interessante. Si spegnerà inoltre il cero acceso nella veglia pasquale. Verrà riacceso solo in occasione dei il battesimi dei bambini e dei funerali, ingresso nel Regno.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 63

Date e appuntamenti

Riprende la consueta pubblicazione del Ponte degli specchietti dopo la pausa nel mese di aprile.

Conviene aggiornarci sulle date e sulle iniziative che accompagnano la fine della scuola, l’inizio dell’estate e l’esperienza dell’oratorio estivo nella parrocchia di Santo Stefano e di Novegro. Rimangono inoltre gli impegni legati ai sacramenti della iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima, Comunione) e l’attenzione al mese di maggio, tradizionalmente legato alla figura di Maria, la quale possiede già un tempo a lei dedicato (Avvento) ed è onorata in diversi momenti e feste distribuiti durante l’anno. Prendiamo nota di iniziative cittadine che possono aiutare nel pensiero e nella vita secondo lo Spirito Santo.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 62

Nella settimana santa

Con oggi varchiamo la soglia della settimana autentica o “settimana santa” portando con noi il segno dell’ulivo che custodiremo nelle nostre case.

Ho riletto il “Ponte degli specchietti” dell’anno scorso per la Domenica delle Palme: era il 6 aprile, il giorno in cui si vide per l’ultima volta papa Francesco attraversare piazza san Pietro in carrozzina per salutare la folla, prima della morte, avvenuta il 14 di quel mese. Solo un anno fa la morte del Papa, i funerali, il conclave, il saluto del nuovo papa americano, nato nel 1955, e i passaggi di consegna. Ci inoltriamo così verso la prossima Pasqua con tante novità nella Chiesa in un tempo così breve.

Solo il male sembra rimanere lo stesso con le disperate immagini che si susseguono e si accatastano, come fogli in una pila sempre più alta fino a farci dimenticare i precedenti focolai di morte. Spariscono dai giornali le terre di Ucraina e di Gaza, del Corno d’Africa, del Sudan o dell’America latina. Restano immutati gli interessi legati all’economia di guerra che continua a crescere ed esplodere. Solo il dolore rimane lo stesso!

Registriamo anche l’esito del recente referendum che, al di là delle manifestazioni talvolta esagerate, diventa monito affinché si impari a mettere insieme le differenze tra gli schieramenti se si vuole portare modifiche alla Costituzione. Come avranno fatto i Costituenti a mettersi insieme, dopo l’esperienza del nazifascismo? Erano di forti differenze ideologiche eppure seppero costruire basi solide per il nostro paese. E se ci fosse un sussulto di umanità anche nei rapporti parlamentari? Il messaggio è chiaro; si cambia insieme non per innalzare la propria bandiera ma per custodire quella comune! E se questo fosse un treno da non perdere?

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 61

Quasi ci siamo

Oltre ad essere giorni che ci impegnano nella tornata referendaria, mentre i cieli continuano a riempirsi di esplosioni, fame, fughe disperate dalle case e il terrore della morte devasta interi nuclei familiari… ci avviciniamo, proprio in questo tempo ferito, alla settimana autentica o settimana santa. Parlare di resurrezione, credere nella pace, sembra un’illusione, un pio desiderio. Nel movimento storico, prima di Cristo e dopo Cristo, troviamo la linea incandescente della morte che sembra inarrestabile ed eterna. Tra il vuoto di senso e la fatica concreta delle condizioni di vita, sentiamo di stare in un’epoca che ci mette alla prova.

Noi, toccati dalla Grazia, proprio per avere incontrato il Signore morto e risorto, siamo qui ancora a confessare lo sbocco di luce nell’amore divino. Crediamo nel Signore presente, che non abbandona i suoi, e riconosciamo i segni di bene in uomini e donne che non si adattano alla logica del più forte o del più violento. Noi, nati nella Pasqua di Gesù, continuiamo a scegliere da che parte stare! E ci prepariamo a vivere la Pasqua dell’anno!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 60

“Roba bella”

Nella liturgia ricorre spesso il termine “mistero” e immediatamente il pensiero corre verso ciò che non si conosce (“è un mistero”) oppure a qualcosa di oscuro come quando si accenna “ai misteri del Vaticano”. Le nostre mamme ci insegnavano a pregare recitando “i misteri del santo rosario”. A messa poi sentiamo dire: “Prima di accostarci ai santi misteri riconosciamo i nostri peccati”.  Precisiamo in modo molto sintetico: si tratta di quell’azione divina che è penetrata nella sfera materiale – il divino che si unisce nell’umano, il cielo nella terra – e che si muove sempre, perché il male e la morte non sono riusciti a bloccarla.

Si comprende così l’espressione “mistero pasquale”: nella resurrezione, Dio si svela come amore incondizionato, un amore che passa in noi attraverso la materia dell’acqua, dell’olio, del pane e persino attraverso la materia del peccato: questo è il grande dono dei sacramenti! Quando siamo nella liturgia, entriamo così nel “mistero di Cristo”, un mistero che si compirà pienamente oltre la nostra morte e alla fine dei tempi. Siamo anche nel “mistero della Chiesa”, una realtà di alto spessore e che… non ha nulla a che vedere con il Vaticano! Quante volte si usa il vocabolo “mistero” senza accorgerci! Quando parliamo infine dei “misteri del rosario”, ci riferiamo semplicemente ai momenti di questa azione di Dio che meditiamo mentre scorrono i grani delle Ave Maria. Per la cronaca, il termine “mistero” può così sovrapporsi alla parola “sacramento”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.59

I tre giorni di esercizi spirituali, vissuti la scorsa settimana nella chiesa di San Felice da una quarantina di persone, hanno offerto l’occasione di conoscere meglio l’antica preghiera “Anima Christi”, composta da un anonimo medioevale e riproposta nel ‘500 da sant’Ignazio di Loyola, fino a diventare parte della spiritualità cristiana. Riscoprire la ricchezza di questo antico tesoro è particolarmente utile nel contesto attuale, segnato da “afasia” religiosa. La rarefazione del dialogo con Dio dipende anche dal fatto che non si sa precisamente “che cosa dire” quando lo si prega: la ripresa di questo testo (insieme ad  altre preghiere) può rivelarsi una risorsa preziosa. Ecco i sintetici pensieri offerti da don Luca (lo ringraziamo per la chiarezza e l’incisività) che condividiamo con tutti.

Anima di Cristo, santificami

Gesù non è più incontrabile dal punto di vista sensoriale. L’orante, allora, punta diritto all’interiorità più originale della sua persona: anima di Cristo. Si mette immediatamente “cuore a cuore” con lui. Avendo assunto un’umanità come la nostra, Gesù Cristo aveva un’anima umana. In Gesù «abita corporalmente la pienezza della divinità», quindi il credente sembra proprio orientato a chiedere la partecipazione a tale pienezza, a questa divina santità. L’orante chiede a Dio di essere reso simile a lui. nUna volta si entrava in contatto con la santità di Dio nel pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme. Da un simile incontro si usciva diversi, rinnovati, grondanti di vita e di santità. Anche il concetto ebraico di santità come kabod, cioè “peso”, è di aiuto: il credente riceve il dono desiderato, cioè una vita ricca di senso, solida, bella.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 58

“Quaresima come Dio comanda”

Ogni inizio è… un colpo d’ala ad una situazione stanca o grigia. L’inizio del tempo di Pasqua nel rito ambrosiano – Quaresima, triduo e tempo pasquale –  è un invito a risvegliare lo spirito. Ricordiamolo noi credenti nel Signore! Ci sostenga, in questo cammino, anche il messaggio del Papa. La parrocchia offre soltanto alcuni suggerimenti (aspetti particolari della parrocchia di San Felice sono raccolti nella pubblicazione “7giorni”).

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