Provvidenziale
Nel giro di un mese sono tornato due volte nella parrocchia dove sono stato parroco: una volta accompagnando un gruppo di ragazzi che si preparavano a ricevere la Cresima e poi insieme ad alcuni adulti. Normalmente mi attengo alla frase poliziesca: “Non si torna sul luogo del delitto”, nel senso che evito di ritornare nei luoghi in cui ho vissuto, a meno che non ci sia un motivo valido. Pur essendo contento di ritrovare persone con cui ho condiviso pensieri ed esperienze, tendo a stare alla larga per non rischiare di essere d’intralcio.
Il motivo di queste ripetute risalite nel Varesotto, è dovuto ad un’opera artistica che la Provvidenza ha permesso di realizzare per restituire al battistero la giusta importanza. Nella chiesa di Casciago c’era sì un fonte battesimale, stile acquasantiera, ma non veniva usato. Si preferiva, infatti, una bacinella mobile collocata davanti all’altare. La Provvidenza – ripeto questa parola – ha reso possibile questa complessa operazione, nata dopo un personale percorso spirituale e di studio, durante il quale ho percepito l’importanza e la novità del battesimo cristiano. A dire il vero questo tarlo mi si è conficcato nel cuore tanto che ritorno spesso su espressioni come “vita divina ricevuta in dono”, “stare nel Padre, Figlio, Spirito Santo”, “ricevere la vita dell’Eterno”, “soffio ricevuto che si nutre dei Sacramenti”, “portare il divino nell’umano”…