PONTE DEGLI SPECCHIETTI N. 2

Punti nella lettera del Vescovo

In “Viviano di una vita ricevuta”, il vescovo Mario Delpini non scrive solo una lettera pastorale, ma sembra muoversi su intenti e tracce di lavoro dove tutti possiamo offrire un contributo di pensiero e di azione. Dopo averla letta, vi propongo 4 punti di riflessione.

  1. Un piano pastorale vero e proprio, dice il vescovo, c’è già e non cambia: è l’anno liturgico con le sue feste e le sue stagioni. Sappiamo che nel rito ambrosiano sono tre le “stagioni liturgiche”. In natura ogni tempo ha le proprie caratteristiche, perché non stiamo con maglietta, infradito e bermuda di inverno, così come non ci portiamo il cappotto in estate. Così le “stagioni liturgiche” sono particolari.

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RIAPRE “il PONTE DEGLI SPECCHIETTI” N. 1

Non è ancora passato un anno da quando prese posizione, sulla carta, “Il ponte degli specchietti”. Il primo numero fu stampato il 4 dicembre 2022. Quel passaggio nevralgico tra due zone della città, famoso un tempo per la sua ristrettezza, causa del toccarsi delle macchine, è diventato anche “testata” di un foglio che unisce la parrocchia di santo Stefano con la parrocchia dei santi Carlo e Anna nel quartiere San Felice e la parrocchia di sant’Alberto Magno nel quartiere di Novegro. Così citati, diamo valore ai nostri Santi oltre che a tre dei quartieri di cui Segrate è costituita. Concretamente è il segno di un passaggio tra le parrocchie che le macchine dei preti percorrono o percorreranno spesso. Quelle arcate preparano… il nostro incontrarci!

Riapriamo così “Il ponte degli specchietti” con le novità che abbiamo già anticipato: l’arrivo di don Felice Terreni che risiederà a San Felice (la casualità di un nome!) e l’arrivo di Graziella Colombo, missionaria laica saveriana in Brasile per venticinque anni che, per alcuni giorni alla settimana, abitando a San Felice, sarà presente a Novegro. Così, insieme al sottoscritto, che rimane parroco delle tre parrocchie, a don Mauro che seguirà i ragazzi, insieme al diacono Dario che collabora per Novegro, iniziamo un anno nuovo. Certo non potremo fare nulla senza la presenza di molte persone laiche che tengono attiva ogni specifica parrocchia con il loro disponibile e, spesso, silenzioso lavoro!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI 27

La due giorni

Alla luce dell’esperienza positiva dello scorso anno, abbiamo rilanciato l’invito, aperto a tutti, per trascorrere insieme un fine settimana sulle montagne della bergamasca, a Lizzola, dalla sera di venerdì al primo pomeriggio di domenica. Si potrebbe dire che l’idea che sta alla base di questa proposta è quella, semplicissima, di offrire piccole “prove di fraternità”; come una sorta di esperimento per iniziare a vedere che la nostra comunità parrocchiale è ricca di tante sfaccettature e punti di luce. E così ci siamo ritrovati in poco più di 50 persone, fra adulti e bambini, a vivere un fine settimana insieme, in quel contesto paradossale che solo il cristianesimo sa regalare: sconosciuti, eppure fratelli.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI 26

Tempo e tempo

Con la scorsa domenica è iniziato un nuovo tempo liturgico della chiesa ambrosiana: il tempo della Pentecoste. Forse non ce ne renderemo conto dal momento che durante l’estate molti vivranno la Messa domenicale in località dove si celebra in rito romano. Per noi inizia il tempo della Pentecoste, eco della solennità vissuta, quest’anno, il 28 maggio.
Il tempo sarà scandito da due grandi feste: la festa del martirio di Giovanni Battista che cade il 28 agosto (è bello che la sua figura sia ricordata anche il 24 giugno, per la sua nascita) e la festa della Dedicazione del duomo di Milano (la terza domenica di ottobre che quest’anno sarà il giorno 15).
Eccoci nel primo periodo, iniziato domenica scorsa e che finirà ad agosto: si tratta di ripensare tutta la storia della salvezza alla luce della presenza di Gesù risorto che vive con l’Amore, lo Spirito Santo appunto.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI 25

Una missionaria tra noi

Ormai quando pensiamo ai missionari ci viene in mente la “Mission Segrate” dello scorso mese di marzo. Bene, abbiamo un’altra bella notizia. Sarà presente a Novegro Graziella Colombo una missionaria nativa di Macherio. Dopo un impegno nella sua parrocchia di origine, è partita come missionaria laica per il Brasile sostenuta dai padri Saveriani. Ha svolto per 26 anni la sua missione a Carituba, capitale del Paranà, occupandosi di bambini come catechista e mettendosi a servizio della parrocchia anche come ministra straordinaria dell’Eucarestia. Nell’associazione “Rete Speranza” ha lavorato con le famiglie guidando progetti in favore di adolescenti e giovani in situazione d povertà e rischio sociale. Ha avuto modo, appena tornata, di venire in contatto con l’esperienza che sta nascendo a Novegro ed è ben contenta di poter dare una mano.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI 24

Ha senso il Corpus Domini?

Una volta, nel mondo pre-Covid (“c’era una volta…”), si era soliti fare la processione il giovedì, festa del Corpus Domini. Quando poi, nel 1977, furono abolite le feste religiose infrasettimanali, tutto si svolgeva alla domenica. Credo che sia stata una scelta giusta, nel rito ambrosiano, aver ripreso il valore, per i credenti (dico i credenti), della celebrazione il giovedì.

Negli anni ‘60 la processione aveva un certo fascino e una certa organizzazione con il baldacchino, le insegne comunali, i confratelli e le consorelle, i bambini con il vestito della Prima Comunione nel gesto di onorare il Signore, che passava per le strade, con i petali di rose. Spesso, la musica della banda del paese e le invocazioni del sacerdote attraverso altoparlanti collocati sul tetto dell’automobile guidavano “il popolo in cammino”, che pregava e cantava “di gusto”. Dalle chiese e dalla sagrestie uscivano i paramenti solenni e antichi (anche un po’ pesanti per la stagione!), tra cilostri e piviale.

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PENTECOSTE – PONTE DEGLI SPECCHIETTI N. 23

Quanto “ben di Dio”!

Si cerca di dare più importanza al tempo pasquale che si conclude oggi con la Pentecoste. Ci si chiede: perché si valorizza soprattutto l’Avvento che porta al Natale o la Quaresima che porta al Triduo? E il tempo pasquale? Perché quel periodo, che fa eco al grido della resurrezione, viene lasciato… in seconda fila?

La pratica cristiana colloca in questo tempo la celebrazione di diversi sacramenti quasi che, con l’arrivo della stagione primaverile, questi momenti siano più adeguati. Se rimaniamo invece sul “senso dell’eco della Pasqua”, ci rendiamo conto che questo è proprio il tempo giusto per vivere i gesti in cui incontrare la presenza viva del Signore risorto.
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PONTE DEGLI SPECCHIETTI N. 22

Ancora sul prete

Dopo il richiamo del vescovo “al sacerdote contento” fatto la scorsa settimana, mi permetto di continuare su questo tema anticipando quello che avrei detto il prossimo mese. Noi sacerdoti abbiamo a che fare con il “secondo sabato di giugno”: ormai da tempo (prima l’ordinazione era alla festa dei santi Pietro e Paolo) nella nostra diocesi le ordinazioni sacerdotali avvengono in quel sabato di giugno. Lì finisce un anniversario (per me finisce il quarantatreesimo anno di sacerdozio) e inizia il nuovo anno con il giorno successivo (per me il quarantaquattresimo). Uso la parola rispetto al numero evocando il titolo di un interessante film di Pupi Avati dal titolo “La quattordicesima domenica del tempo ordinario”;…
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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.21

Contento di fare il prete
Le parole del vescovo dette durante la “festa dei fiori” (nel seminario si ricordano gli anniversari di ordinazione quali il 25º il 50º o il 60º…), suonano con particolare interesse.

L’omelia pronunciata nella Messa viene dopo la presentazione di una ricerca che nella sostanza si trova nello slogan riportato dal giornale Avvenire e dal Corriere della Sera: “Milano, l’ultimo sacerdote under 30 verrà ordinato nel 2039: Il futuro? Neanche un prete per chiacchierare”.
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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 20

È bello che…
Molti ragazzi in queste settimane si accosteranno per la prima volta all’Eucarestia: “La Prima Comunione”, appunto. Le famiglie si organizzano, dopo due anni di catechismo, per questo momento che tutti avvertono importante. Anche chi non frequenta più la chiesa intuisce che qualche cosa di bello accade ai propri figli o ai propri nipoti. A molti non interessa più di tanto sapere che Dio esista. E se esistesse sarebbe comunque irraggiungibile.

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