Ha senso il Corpus Domini?
Una volta, nel mondo pre-Covid (“c’era una volta…”), si era soliti fare la processione il giovedì, festa del Corpus Domini. Quando poi, nel 1977, furono abolite le feste religiose infrasettimanali, tutto si svolgeva alla domenica. Credo che sia stata una scelta giusta, nel rito ambrosiano, aver ripreso il valore, per i credenti (dico i credenti), della celebrazione il giovedì.
Negli anni ‘60 la processione aveva un certo fascino e una certa organizzazione con il baldacchino, le insegne comunali, i confratelli e le consorelle, i bambini con il vestito della Prima Comunione nel gesto di onorare il Signore, che passava per le strade, con i petali di rose. Spesso, la musica della banda del paese e le invocazioni del sacerdote attraverso altoparlanti collocati sul tetto dell’automobile guidavano “il popolo in cammino”, che pregava e cantava “di gusto”. Dalle chiese e dalla sagrestie uscivano i paramenti solenni e antichi (anche un po’ pesanti per la stagione!), tra cilostri e piviale.
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