Il migrare dei giorni
Così si esprime un canto tratto da un salmo tradotto da padre Turoldo che usiamo nelle nostre chiese. Il verbo evoca fenomeni che notiamo negli sbarchi, nelle tragedie del mare o nelle colonne di persone che camminano verso mondi sereni. Nel canto si fa riferimento però al tempo che si muove con questa suggestiva immagine: “il migrare dei giorni“.
Mentre si svolgeva un funerale (si usa spesso il canto nella celebrazione) ho considerato meglio questa espressione: “Bontà e grazia mi sono compagne quanto dura il mio cammino; io starò nella casa di Dio lungo tutto il migrare dei giorni”. Si può partecipare alla comunione di Dio sempre, “per tutti i secoli dei secoli” diciamo nelle orazioni della Messa, mentre passano gli anni, fino a quando il migrare diventa incontro e meta.
Nella notte di Natale, papa Francesco aprirà la porta santa inaugurando ufficialmente il Giubileo: il migrare dei giorni sarà una occasione per riconoscere la misericordia del Dio cristiano. Il clima dell’Avvento, primo periodo dell’anno liturgico, esprime bene il movimento dei giorni, così come il mese di dicembre che conclude il calendario racconta altrettanto bene la presenza di Dio nel movimento della clessidra, leggera sabbia del tempo.
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