PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 30

7 maggio: l’inizio

Questo sarà il giorno in cui i cardinali, dopo aver celebrato la Messa “pro eligendo pontifice”, entreranno nella cappella Sistina per il Conclave da cui uscirà il nuovo Papa. Grande spazio viene dato in questi giorni alle varie Congregazioni dei cardinali che si trovano a dialogare e conoscere, ad ascoltarsi e a conoscersi a dialogare…ecc. Si opera nello stile conciliare e sinodale attraverso il quale ci si mette in ascolto dello Spirito Santo che ha guidato e continua a guidare la sua Chiesa. Poi sarà la volta delle votazioni tra fumate nere e fumata bianca. E mentre molti “sanno di tutto e di tutti”, noi continuiamo a pregare, azione che solo i credenti fanno!

Siamo sempre a momenti cruciali della Chiesa e, per un certo verso, anche per le vicende mondiali: le ultime fasi della storia ce lo insegnano! Così è stato il passaggio da papa Pacelli a Giovanni XXIII, da papa Roncalli a Paolo VI, da papa Montini a Giovanni Paolo I; così i pochi giorni di papa Luciani per elezione di Giovanni Paolo II, così da papa Woytila a Benedetto XVI, così da papa Ratzinger a Francesco, così da papa Bergoglio al nuovo Papa.  È Dio che la manda buona! Non è solo un auspicio (“che dio ce la mandi buona” con il dovuto minuscolo!) per noi credenti.

Solo un’annotazione che non salta all’occhio: come vivrà l’attesa quell’uomo che verrà scelto, quel sacerdote, quel vescovo, quel cardinale che, con la sua storia di fede, diventerà Papa? Ma che peso avvertirà su di sé? Ma come si sentirà, travolto da quella nomina che per noi è una chiamata? Posso solo capire una nascosta preghiera: “Signore, non io”. Un briciolo di commozione e di santa compassione per lui nel momento della nomina, nella certezza che, dopo qualche istante, una voce dirà: “Sono io, non temere!”.

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