PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 46

Le visite pastorali

Avremo modo di approfondire, con calma e in una forma ordinata, ciò che è stata la visita pastorale del vescovo Mario. Per qualcuno è stata la “prima” visita in assoluto. Molti ricorderanno forse la visita pastorale del cardinal Martini che passò in tutte le parrocchie di Milano durante il suo mandato di 22 anni come arcivescovo. Quasi la metà poi delle comunità cristiane fu visitata una seconda volta, quando le parrocchie erano molte di più con la presenza di tanti sacerdoti.

Furono invece poche le visite pastorali del cardinal Colombo, che ha preceduto Martini, anche perché il suo periodo coincise con una forte contestazione all’autorità religiosa. Il cardinal Montini, suo predecessore, fu arcivescovo di Milano nove anni e in quel periodo non poté svolgere molte visite pastorali anche perché venne eletto papa nel 1963 con il nome di Paolo VI. Diverso è nell’immaginario il senso della visita pastorale del cardinal Schuster, vescovo di Milano per 25 anni, che fece ben cinque viste pastorali in tutta la diocesi. Certo, si iniziava alle 5 del mattino! Oltre a bacchettare i parroci per le eventuali inadempienze spirituali o amministrative, conferiva la cresima ai ragazzi, così che tutti potevano dire: “Mi ha cresimato il beato cardinal Ildefonso”. Per il vescovo Tettamanzi e il vescovo Scola le visite si svolsero a livello decanale con momenti comunitari, mentre era il vicario episcopale di zona a passare per la verifica dei registri e per altre incombenze.

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