PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 53

Una bella prospettiva

Papa Leone ha comunicato che proporrà una rilettura del Concilio Vaticano II durante le catechesi del mercoledì. Scelta più che ottima! Per molti il Concilio è un evento storico lontano, quasi sconosciuto, eppure, appena sessanta anni fa, si apriva per la Chiesa un grande squarcio di luce.

Ero bambino quando Papa Giovanni convocò il Concilio, in quel clima particolare del dopo guerra. Quasi nessuno dei protagonisti di allora è ancora in vita. Era un periodo culturalmente effervescente, che avrebbe generato vari movimenti di liberazione. La Chiesa, istituzione ben radicata soprattutto in Europa, avvertiva al suo interno il desiderio di tornare alle origini, di dare valore alla Parola di Dio, di dare concretezza al movimento liturgico che si stava sviluppando dall’inizio del secolo, di aprire un dialogo nuovo con il mondo.

I vescovi furono convocati, con uno sforzo organizzativo enorme. La maggior parte di loro non si conosceva e accordarsi fu un’impresa molto complessa. Grandi incontri fatti in più sessioni segnarono l’inizio di un percorso di cui noi siamo gli eredi, perché la Chiesa di oggi è frutto di quella stagione. Successivamente venne il “post concilio” con il suo entusiasmo ma anche con le interpretazioni talvolta parziali dei documenti promulgati.

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