Un ricordo del cimitero
Quest’anno non abbiamo il “ponte dei Santi e dei morti”, un’occasione che spesso diventava motivo di viaggio per ritrovare le radici della propria famiglia andando nei vari cimiteri in cui riposano i nostri cari. Era anche un’occasione per tornare “ai propri paesi di origine” visitando, oltre ai familiari, anche amici che non ci sono più. Si va al camposanto portando fiori o piante da mettere sulle tombe. Così i cimiteri (capita anche al nostro di Segrate) si riempiono di margherite, crisantemi e altri fiori.
Ogni 1° novembre mi ritorna in mente una tradizione che c’era a Legnanello, nella parrocchia dove ho seguito l’oratorio per quasi sei anni. Quest’anno il ricordo si è fatto ancora è più vivo perché mi è capitato tra le mani una cartelletta contenente un giornalino che avevamo creato in oratorio in quegli anni, inizialmente come inserto nel bollettino parrocchiale, e poi in veste autonoma. Il “Testata” – era il titolo che scelto per un motivo che riporto dal numero zero del dicembre 1993 – “È il titolo scelto per questo inserto dell’oratorio. Parola che possiede un duplice significato: il primo sta nel fatto che… “è senza titolo”. Infatti, si intende testata… “riquadro superiore della prima pagina di un giornale, contenente il titolo”. In secondo luogo, testata nel senso di “colpo dato con la testa”, ovvero possibilità di picchiare la testa contro le cose, i problemi, le idee”.