Con gli occhi del vecchio
Noi celebriamo la festa della famiglia di Nazareth l’ultima domenica di gennaio, mentre nel rito romano si celebra la domenica dopo Natale. Il vangelo di quest’anno è lo stesso che ascolteremo il prossimo 2 febbraio, festa della Presentazione al tempio di Gesù a quaranta giorni dopo il Natale: bella occasione! E’ una piccola annotazione che si può fare ogni tre anni e che ci permette di stare negli occhi di Simeone, nelle parole del vecchio, nelle orecchie di chi attendeva, nelle mani di colui che avrebbe tenuto in braccio il Figlio dell’Altissimo.
Potrebbe essere utile lasciarci accompagnare, in questa settimana, proprio da questo visionario. Non perché fosse “fuori di testa”, ma perché aveva scelto di credere fino in fondo alla promessa ricevuta dallo Spirito Santo, quella di “poter vedere il Messia prima di incontrare la morte”. Sarà bene ricordare che, dopo la resurrezione del Signore, anche noi – in un senso reale – teniamo tra le mani lo stesso Amore. Non più nella fragilità di un bambino, ma nella povertà di un po’ di farina e acqua, dove si nasconde la luminosità di questa esperienza. La prossima domenica, nella festa che la tradizione chiama “candelora”, verrà consegnato un lume da portare a casa e lasciare acceso per tutta la giornata di lunedì 2 febbraio.
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