PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 56

La neve e il silenzio

C’è la neve dei disagi sulle strade e c’è la neve da spalare davanti agli ingressi delle case. C’è la neve che imbianca le colline del Varesotto e crea preoccupazione quando ci si deve spostare tra salite e discese. C’è la neve dello sport che sta impegnando il nostro paese e gli atleti arrivati da tutto il mondo. C’è la neve naturale che ammiriamo sulle Grigne, sul Rosa o sulle Alpi oltre le montagne bergamasche e lecchesi. C’è la neve sparata per far funzionare gli impianti e l’economia magari prosciugando i bacini d’acqua. C’è la neve che bagna vestiti, piedi e guanti. C’è la neve dei bambini o di noi adulti che torniamo bambini tra un pupazzo e l’altro, tra una palla e l’altra.

E poi c’è la neve del silenzio. Nelle abitazioni delle mie precedenti parrocchie di Busto Arsizio e di Casciago si era un po’ distanti dalla strada e, quando arrivava una nevicata (non sempre seguivo le previsioni), aprendo le persiane, si avvertiva subito uno strano silenzio. La neve porta con sé il silenzio: arriva nella notte e te ne accorgi solo al mattino. E’ un silenzio particolare, perché quando la neve è abbondante assorbe i rumori abituali. Basta mettere i piedi sul manto bianco appena fuori casa o in un prato per sentirlo: il silenzio della neve.

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