Attraversare il ponte
Riprende il “ponte degli specchietti”, salutando con gratitudine la riapertura del “Ponte” vero che congiunge Segrate con Novegro e San Felice. Dopo due mesi di lavoro che hanno costretto molti di noi a cambiare percorso per superare la ferrovia, abbiamo tirato un bel respiro tornando a passare su quella strada, apprezzando il lavoro svolto e soprattutto la velocità di percorrenza tra quartieri vicini. Un sollievo, un segno di normalità ritrovata. La chiusura del ponte è avvenuta il 6 luglio, appena tre giorni dopo la morte improvvisa di don Felice. Venerdì 3 luglio infatti, mentre si preparava a celebrare la Messa, un attacco di cuore lo ha colpito in modo fulmineo, portandolo alla morte, avvenuta al Monzino verso le ore 20. Martedì 7 luglio abbiamo celebrato il suo funerale, “passaggio pasquale”, insieme a persone giunte da Milano, Siziano, Cesano Boscone e Pioltello. I fedeli di San Felice, Novegro e Santo Stefano si sono raccolti nella liturgia presieduta dal vicario don Antonio Novazzi e da diversi sacerdoti. Il vescovo Delpini pur non potendo presiedere la celebrazione è venuto per sostare in preghiera davanti alla salma. Il Vicario ha voluto che fosse don Norberto a tenere l’omelia, anche per l’amicizia che li legava fin dal 1980.Trascriviamo il testo, preso dagli appunti.
Nell’omelia il saluto a don Felice
In ogni messa si inizia con il segno della croce e con un augurio di pace. E’ la pace di Pasqua che è “per voi discepoli” e per quelli che sarebbero venuti. Questo è già un primo richiamo che ci viene offerto da un Felice sacerdote che, dal 1975, così ha salutato ragazzi, giovani, adulti e anziani nelle comunità dove è stato, fino al 2 luglio ultima messa celebrata. Ci viene rivolto un augurio di pace buono perché viene da Gesù risorto, Figlio del Padre, benevolo, di cui il nostro amico prete conosceva i tratti.
E’ sempre il prete che chiede per lui e per tutti i presenti di riconoscersi peccatori, portatori di male. La Chiesa educa a questo. Perché riconoscere il peccato in noi e in quei luoghi dove c’è ingiustizia che causa povertà, morte, odio, disprezzo? Anche il don sapeva che bastava riconoscerlo, perché il peccato perdesse il legame con il Maligno. Infatti il diavolo non vuole che noi ci riconosciamo tali, quindi aperti ad una salvezza e all’aiuto di Dio. In fondo siamo tutti obesi per il peccato che ci portiamo nel cuore sia chi celebra, sia il popolo di Dio. Kyrie eleison. Sappiamo di uscire dai chiari contorni che riceviamo quando diventiamo figli di Dio, perché battezzati. Quando è così, aumenta il volume dell’egoismo che ci rende pesanti e anche un po’ sformati. Kyrie eleison. Riconoscendoci tali invece, si torna piccoli, con quel carattere gioioso di bambino, che abbiamo riconosciuto anche nel nostro don Felice.