Aria fresca
Potenti, belle e intense le parole del Papa a Metz, città di Robert Schuman, nell’ultimo giorno del suo viaggio in Francia. Sono rimasto colpito da parole che sembrano aria fresca, capaci di far sospirare e rialzare la testa! Lascio a ciascuno la lettura della prima parte del discorso del Papa, limitandomi a riportarne qui la seconda parte. Tralascio anche altre considerazioni su quanto è accaduto a Parigi richiamando soltanto una frase significativa di Leone XIV pronunciata nell’udienza di mercoledì 30 settembre: “Proprio Notre-Dame, con il dramma che ha vissuto, può simbolicamente illuminare tutto questo viaggio apostolico, offrendo una chiave di lettura che riassumerei in una parola: rinascita”. Ecco “l’aria fresca”…
Robert Schuman, che ha conosciuto confini in continua evoluzione, ha contribuito a gettare le basi di un’Europa consapevole dell’urgenza di abbattere i muri che la laceravano. La sua formazione cristiana gli ha trasmesso il valore dell’uguaglianza, senza distinzione di razza o classe sociale, e gli ha insegnato la dignità del lavoro. La successione di diverse sovranità nazionali gli ha impresso l’importanza del diritto internazionale e il valore della parola data. Cresciuto in un contesto in cui l’orgoglio e lo spirito di vendetta sembravano prevalere, Schuman si è impegnato per la pace e la fratellanza tra i popoli che, dopo essersi a lungo combattuti, riconoscevano finalmente di aver bisogno l’uno dell’altro.
Quali sono dunque gli insegnamenti di Robert Schuman per l’Europa e il mondo di oggi? Innanzitutto, un profondo desiderio di pace. Purtroppo, oggi la guerra è riapparsa, anche in Europa: una nuova «inutile strage», che ogni giorno causa innumerevoli vittime civili. E ancora oggi, come nel 1950, le parole contenute nella Dichiarazione Schuman rimangono attuali: «Il contributo che un’Europa organizzata e vivente può dare alla civiltà è indispensabile per mantenere relazioni pacifiche». È necessario impegnarsi in un dialogo paziente, mostrare coraggio nella negoziazione ed essere pronti a sacrificare alcune posizioni per il bene superiore della pace.
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