PONTE DEGLI SPECCHIETTI – 11 ottobre

Carlo Acutis a 20 anni

La presenza delle reliquie di san Carlo, ci offre l’occasione di riprendere le parole espresse dal Vescovo Mario in occasione della sua canonizzazione. Le reliquie lasceranno la chiesa di Lavanderie lunedì 12 ottobre dopo la Messa celebrata alle ore 6.30, giorno del ventesimo anniversario della sua morte. Facciamo in modo che questi giorni siano un’occasione preziosa di preghiera. Segnaliamo la proiezione del nuovo film documentario “Carlo Acutis il giovane santo” che si terrà al cinema san Felice giovedì 22 ottobre ore 21.15.

Omelia del vescovo Delpini

  1. Che cosa pensi della città? La città è difficile, la città è problematica, la città attrae con le sue promesse e respinge con la sua durezza, la città è ingiusta, la città è pericolosa, la città ha perso la sua anima, la città è un groviglio di complicazioni, la città è assediata dalla malavita, la città contiene tutti i problemi del mondo. In questa città ha vissuto un ragazzo che da quando ha fatto la prima comunione fino a quindici anni ha pregato tutti i giorni il rosario, ha partecipato alla messa tutti i giorni, ha sostato in chiesa per pregare da solo tutti i giorni. Nella città difficile il Signore continua ad attirare a sé, continua ad aprire autostrade per il cielo, continua a seminare compassione per darsi da fare per i poveri. Si possono dire molte cose della città. Si deve però anche dire che la città è un luogo in cui si può diventare santi.
  1. Che cosa pensi degli adolescenti? L’adolescenza è una età difficile. Le mamme e i papà quando devono parlare delle difficoltà che incontrano con i figli dicono, come una specie di giustificazione: “è un adolescente!”. Di ragazzi e ragazze adolescenti si dice che sono fragili, che hanno dentro una rabbia che li rende aggressivi, che usano i social per esprimere odio e volgarità, che soffrono di disturbi alimentari e che hanno bisogno di terapie e accompagnamenti di specialisti, che sono intrattabili, che si rifugiano in pericolose solitudini e in pericolose compagnie. Qualche anno fa in questa città un ragazzo ha vissuto la sua adolescenza come un tempo per impegnare le sue capacità, le sue risorse, il suo tempo per una voglia di fare il bene, per un gusto per i pensieri alti, per un interesse per il mistero che lo ha segnato fino alla morte. Dell’adolescenza si possono dire molte cose. Si deve però anche dire che l’adolescenza è un tempo adatto per diventare santi.20261011-il-ponte-degli-specchietti