PONTE DEGLI SPECCHIETTI – 25 ottobre

Siamo a Milano

Ci stiamo avvicinando alla solennità dei santi e dei morti. Le logiche commerciali e del mondo ci propongono un’altra festività che proviene da tradizioni estranee, non propriamente italiane ed europee. Mentre si scrive non si può non tener conto di ciò che è accaduto nei pressi della cattedrale, proprio nel giorno in cui si celebrava la festa del Duomo. Molto si è scritto, molto si è visto, molte parole pronunciate… davvero tanto, forse troppo. Sullo sfondo restano il silenzio, la preoccupazione, uno smacco evidente nel confronto con generazioni, segnato da episodi di violenza e saccheggi.

Lasciamo allora spazio a poche parole, nette e chiare, del vescovo Mario Delpini pronunciate in un’intervista ad Avvenire. Merita attenzione anche un significativo passaggio del presidente Mattarella: «Alle forze dell’ordine — in particolare ai quasi 200 loro feriti nei giorni scorsi — va la piena solidarietà della comunità nazionale. Occorre poi mettere in atto un’analisi intelligente e approfondita e a elaborare una attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti. Condizione, quest’ultima, che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili».

Giornalista: Eccellenza, a Milano sabato e domenica si sono viste scene di violenza e devastazione come non accadeva da decenni. Sorpresa e paura tra molti: lei come spiega questa esplosione di rabbia?
Da quali deserti dell’anima può venire quell’aridità che non soffre nel far soffrire? Da quale mondo virtuale può venire il far paura senza provare paura? Da quale indifferenza può venire l’aggredire senza timore di essere aggrediti, cioè senza pensare né temere le conseguenze? Io non so spiegarmi questa esplosione di rabbia. Io non so attribuire colpe e indicare colpevoli. Forse altri sapranno farlo.

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