PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 63

Date e appuntamenti

Riprende la consueta pubblicazione del Ponte degli specchietti dopo la pausa nel mese di aprile.

Conviene aggiornarci sulle date e sulle iniziative che accompagnano la fine della scuola, l’inizio dell’estate e l’esperienza dell’oratorio estivo nella parrocchia di Santo Stefano e di Novegro. Rimangono inoltre gli impegni legati ai sacramenti della iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima, Comunione) e l’attenzione al mese di maggio, tradizionalmente legato alla figura di Maria, la quale possiede già un tempo a lei dedicato (Avvento) ed è onorata in diversi momenti e feste distribuiti durante l’anno. Prendiamo nota di iniziative cittadine che possono aiutare nel pensiero e nella vita secondo lo Spirito Santo.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 62

Nella settimana santa

Con oggi varchiamo la soglia della settimana autentica o “settimana santa” portando con noi il segno dell’ulivo che custodiremo nelle nostre case.

Ho riletto il “Ponte degli specchietti” dell’anno scorso per la Domenica delle Palme: era il 6 aprile, il giorno in cui si vide per l’ultima volta papa Francesco attraversare piazza san Pietro in carrozzina per salutare la folla, prima della morte, avvenuta il 14 di quel mese. Solo un anno fa la morte del Papa, i funerali, il conclave, il saluto del nuovo papa americano, nato nel 1955, e i passaggi di consegna. Ci inoltriamo così verso la prossima Pasqua con tante novità nella Chiesa in un tempo così breve.

Solo il male sembra rimanere lo stesso con le disperate immagini che si susseguono e si accatastano, come fogli in una pila sempre più alta fino a farci dimenticare i precedenti focolai di morte. Spariscono dai giornali le terre di Ucraina e di Gaza, del Corno d’Africa, del Sudan o dell’America latina. Restano immutati gli interessi legati all’economia di guerra che continua a crescere ed esplodere. Solo il dolore rimane lo stesso!

Registriamo anche l’esito del recente referendum che, al di là delle manifestazioni talvolta esagerate, diventa monito affinché si impari a mettere insieme le differenze tra gli schieramenti se si vuole portare modifiche alla Costituzione. Come avranno fatto i Costituenti a mettersi insieme, dopo l’esperienza del nazifascismo? Erano di forti differenze ideologiche eppure seppero costruire basi solide per il nostro paese. E se ci fosse un sussulto di umanità anche nei rapporti parlamentari? Il messaggio è chiaro; si cambia insieme non per innalzare la propria bandiera ma per custodire quella comune! E se questo fosse un treno da non perdere?

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 61

Quasi ci siamo

Oltre ad essere giorni che ci impegnano nella tornata referendaria, mentre i cieli continuano a riempirsi di esplosioni, fame, fughe disperate dalle case e il terrore della morte devasta interi nuclei familiari… ci avviciniamo, proprio in questo tempo ferito, alla settimana autentica o settimana santa. Parlare di resurrezione, credere nella pace, sembra un’illusione, un pio desiderio. Nel movimento storico, prima di Cristo e dopo Cristo, troviamo la linea incandescente della morte che sembra inarrestabile ed eterna. Tra il vuoto di senso e la fatica concreta delle condizioni di vita, sentiamo di stare in un’epoca che ci mette alla prova.

Noi, toccati dalla Grazia, proprio per avere incontrato il Signore morto e risorto, siamo qui ancora a confessare lo sbocco di luce nell’amore divino. Crediamo nel Signore presente, che non abbandona i suoi, e riconosciamo i segni di bene in uomini e donne che non si adattano alla logica del più forte o del più violento. Noi, nati nella Pasqua di Gesù, continuiamo a scegliere da che parte stare! E ci prepariamo a vivere la Pasqua dell’anno!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 60

“Roba bella”

Nella liturgia ricorre spesso il termine “mistero” e immediatamente il pensiero corre verso ciò che non si conosce (“è un mistero”) oppure a qualcosa di oscuro come quando si accenna “ai misteri del Vaticano”. Le nostre mamme ci insegnavano a pregare recitando “i misteri del santo rosario”. A messa poi sentiamo dire: “Prima di accostarci ai santi misteri riconosciamo i nostri peccati”.  Precisiamo in modo molto sintetico: si tratta di quell’azione divina che è penetrata nella sfera materiale – il divino che si unisce nell’umano, il cielo nella terra – e che si muove sempre, perché il male e la morte non sono riusciti a bloccarla.

Si comprende così l’espressione “mistero pasquale”: nella resurrezione, Dio si svela come amore incondizionato, un amore che passa in noi attraverso la materia dell’acqua, dell’olio, del pane e persino attraverso la materia del peccato: questo è il grande dono dei sacramenti! Quando siamo nella liturgia, entriamo così nel “mistero di Cristo”, un mistero che si compirà pienamente oltre la nostra morte e alla fine dei tempi. Siamo anche nel “mistero della Chiesa”, una realtà di alto spessore e che… non ha nulla a che vedere con il Vaticano! Quante volte si usa il vocabolo “mistero” senza accorgerci! Quando parliamo infine dei “misteri del rosario”, ci riferiamo semplicemente ai momenti di questa azione di Dio che meditiamo mentre scorrono i grani delle Ave Maria. Per la cronaca, il termine “mistero” può così sovrapporsi alla parola “sacramento”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.59

I tre giorni di esercizi spirituali, vissuti la scorsa settimana nella chiesa di San Felice da una quarantina di persone, hanno offerto l’occasione di conoscere meglio l’antica preghiera “Anima Christi”, composta da un anonimo medioevale e riproposta nel ‘500 da sant’Ignazio di Loyola, fino a diventare parte della spiritualità cristiana. Riscoprire la ricchezza di questo antico tesoro è particolarmente utile nel contesto attuale, segnato da “afasia” religiosa. La rarefazione del dialogo con Dio dipende anche dal fatto che non si sa precisamente “che cosa dire” quando lo si prega: la ripresa di questo testo (insieme ad  altre preghiere) può rivelarsi una risorsa preziosa. Ecco i sintetici pensieri offerti da don Luca (lo ringraziamo per la chiarezza e l’incisività) che condividiamo con tutti.

Anima di Cristo, santificami

Gesù non è più incontrabile dal punto di vista sensoriale. L’orante, allora, punta diritto all’interiorità più originale della sua persona: anima di Cristo. Si mette immediatamente “cuore a cuore” con lui. Avendo assunto un’umanità come la nostra, Gesù Cristo aveva un’anima umana. In Gesù «abita corporalmente la pienezza della divinità», quindi il credente sembra proprio orientato a chiedere la partecipazione a tale pienezza, a questa divina santità. L’orante chiede a Dio di essere reso simile a lui. nUna volta si entrava in contatto con la santità di Dio nel pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme. Da un simile incontro si usciva diversi, rinnovati, grondanti di vita e di santità. Anche il concetto ebraico di santità come kabod, cioè “peso”, è di aiuto: il credente riceve il dono desiderato, cioè una vita ricca di senso, solida, bella.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 58

“Quaresima come Dio comanda”

Ogni inizio è… un colpo d’ala ad una situazione stanca o grigia. L’inizio del tempo di Pasqua nel rito ambrosiano – Quaresima, triduo e tempo pasquale –  è un invito a risvegliare lo spirito. Ricordiamolo noi credenti nel Signore! Ci sostenga, in questo cammino, anche il messaggio del Papa. La parrocchia offre soltanto alcuni suggerimenti (aspetti particolari della parrocchia di San Felice sono raccolti nella pubblicazione “7giorni”).

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 57

Ceneri

Ormai il termine “ceneri” è diventato quasi esclusivamente un linguaggio da pompe funebri. Dopo la cremazione, infatti, l’urna contenente le ceneri del defunto viene portata al cimitero, in attesa di essere deposta nel loculo, con la possibilità – per chi lo desidera – di ricevere la benedizione da parte del sacerdote.

L’antico detto biblico “polvere sei e in polvere ritornerai” continua invece a ricordarci la fragilità e l’incostanza della vita umana che, se confrontata con il corso della storia, sembra ridursi a ben poco. Eppure quella cenere che conserviamo dei nostri cari – ottenuta attraverso la cremazione che anticipa ciò che la natura compirebbe comunque – richiama la presenza “di qualcuno” che ha camminato su questa terra: un figlio, un marito, una moglie, un padre, una madre, un amico. Le voci registrate, gli innumerevoli video o le fotografie contribuiscono a mantenere viva la memoria eppure le ceneri hanno un impatto più forte. Sono tracce di una storia viva. Per questo il cimitero, pur nel cambiamento culturale, possiede un grande valore. La Chiesa conserva il termine “ceneri” nel proprio calendario liturgico, indicando con il “mercoledì delle ceneri” l’inizio della quaresima (nel rito romano). Di conseguenza, il giorno precedente diventa il “martedì grasso” con il suo tradizionale clima di carnevale.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 56

La neve e il silenzio

C’è la neve dei disagi sulle strade e c’è la neve da spalare davanti agli ingressi delle case. C’è la neve che imbianca le colline del Varesotto e crea preoccupazione quando ci si deve spostare tra salite e discese. C’è la neve dello sport che sta impegnando il nostro paese e gli atleti arrivati da tutto il mondo. C’è la neve naturale che ammiriamo sulle Grigne, sul Rosa o sulle Alpi oltre le montagne bergamasche e lecchesi. C’è la neve sparata per far funzionare gli impianti e l’economia magari prosciugando i bacini d’acqua. C’è la neve che bagna vestiti, piedi e guanti. C’è la neve dei bambini o di noi adulti che torniamo bambini tra un pupazzo e l’altro, tra una palla e l’altra.

E poi c’è la neve del silenzio. Nelle abitazioni delle mie precedenti parrocchie di Busto Arsizio e di Casciago si era un po’ distanti dalla strada e, quando arrivava una nevicata (non sempre seguivo le previsioni), aprendo le persiane, si avvertiva subito uno strano silenzio. La neve porta con sé il silenzio: arriva nella notte e te ne accorgi solo al mattino. E’ un silenzio particolare, perché quando la neve è abbondante assorbe i rumori abituali. Basta mettere i piedi sul manto bianco appena fuori casa o in un prato per sentirlo: il silenzio della neve.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 54

Con gli occhi del vecchio

Noi celebriamo la festa della famiglia di Nazareth l’ultima domenica di gennaio, mentre nel rito romano si celebra la domenica dopo Natale. Il vangelo di quest’anno è lo stesso che ascolteremo il prossimo 2 febbraio, festa della Presentazione al tempio di Gesù a quaranta giorni dopo il Natale: bella occasione! E’ una piccola annotazione che si può fare ogni tre anni e che ci permette di stare negli occhi di Simeone, nelle parole del vecchio, nelle orecchie di chi attendeva, nelle mani di colui che avrebbe tenuto in braccio il Figlio dell’Altissimo.

Potrebbe essere utile lasciarci accompagnare, in questa settimana, proprio da questo visionario. Non perché fosse “fuori di testa”, ma perché aveva scelto di credere fino in fondo alla promessa ricevuta dallo Spirito Santo, quella di “poter vedere il Messia prima di incontrare la morte”. Sarà bene ricordare che, dopo la resurrezione del Signore, anche noi – in un senso reale – teniamo tra le mani lo stesso Amore.  Non più nella fragilità di un bambino, ma nella povertà di un po’ di farina e acqua, dove si nasconde la luminosità di questa esperienza. La prossima domenica, nella festa che la tradizione chiama “candelora”, verrà consegnato un lume da portare a casa e lasciare acceso per tutta la giornata di lunedì 2 febbraio.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 55

Domenica 1 febbraio

Siamo soliti valorizzare la giornata della vita nella prima domenica di febbraio. Un’occasione per riconosce in modo particolare il lavoro del Centro Aiuto della Vita, attivo in Italia dal 1975 grazie soprattutto all’impulso di Carlo Casini (avvocato e più volte deputato per il quale di recente si è aperta la causa di beatificazione). Il CAV opera a Cernusco o in altre località per sostenere la vita nascente, affinché, nel momento della scelta se accogliere o meno un bambino, nessuna donna si trovi sola o in condizioni di povertà. Il sostegno e l’aiuto offerto hanno portato così molte donne a scegliere di portare avanti la gravidanza, donando al loro piccolo la possibilità di nascere. La vendita delle primule all’uscita delle chiese contribuisce a creare un fondo di aiuto per i CAV che operano sul territorio. Riportiamo una parte del messaggio della Conferenza Episcopale Italiana dal titolo: “Prima i bambini”.

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