PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 19

2 febbraio Giornata per la Vita

Perché credere nel domani?
Come nutrire speranza dinanzi ai tanti bambini che perdono la vita nei teatri di guerra, a quelli che muoiono nei tragitti delle migrazioni per mare o per terra, a quanti sono vittime delle malattie o della fame nei Paesi più poveri della terra, a quelli cui è impedito di nascere? Questa grande “strage degli innocenti”, che non può trovare alcuna giustificazione, non solo lascia uno strascico infinito di dolore e di odio, ma induce molti – soprattutto i giovani – a guardare al futuro con preoccupazione, fino a pensare che non valga la pena impegnarsi per rendere il mondo migliore e sia meglio evitare di mettere al mondo dei figli.

Si può fare a meno della speranza?
Gli esiti di tali atteggiamenti, umanamente comprensibili, pongono numerosi interrogativi.

Quale futuro c’è per una società in cui nascono sempre meno bambini? Il riconoscimento del “diritto all’aborto” è davvero indice di civiltà ed espressione di libertà?  Quando una donna interrompe la gravidanza per problemi economici o sociali (le statistiche dicono che sono le lavoratrici, le single e le immigrate a farne maggior ricorso) esprime una scelta veramente libera, o non è piuttosto costretta a una decisione drammatica da circostanze che sarebbe giusto e “civile” rimuovere? Quale futuro c’è per un mondo dove si preferisce percorrere la strada di un imponente riarmo piuttosto che concentrare gli sforzi nel dialogo e nella rimozione delle cause di conflitto? Abbandonare uno sguardo di speranza, capace di sostenere la difesa della vita e la tutela dei deboli, cedendo a logiche ispirate all’utilità immediata, alla difesa di interessi o all’imposizione della legge del più forte, conduce inevitabilmente a uno scenario di morte.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 18

Iniziamo insieme il giubileo

Domenica 23 febbraio  con Segrate Centro – Novegro dalle ore 15 alle ore 17
Sabato 1 marzo con San Felice – Novegro dalle ore 15 alle ore 17

in cammino verso la “chiesa giubilare”
nella parrocchia di Cernusco sul Naviglio

Due X tre

Per le tre parrocchie, unite dal ponte degli specchietti, predisponiamo due momenti per iniziare insieme l’anno giubilare. Per la comunità di Segrate Centro il pomeriggio di domenica 23 febbraio e per San Felice sabato 1 marzo. Lasciamo ai parrocchiani di Novegro la scelta di aderire a queste possibilità, così come a quanti avessero impegni rispetto alla data relativa alla propria parrocchia.Si tratta di recarsi insieme alla chiesa di san Giuseppe Lavoratore a Cernusco sul Naviglio, procedendo a piedi per un breve tratto di strada verso la chiesa giubilare di S. Maria Assunta. Lì si farà un momento penitenziale dando valore ai segni giubilari. Chi vorrà potrà partecipare alla messa di orario (17.30), altri potranno avere un momento di incontro conviviale in oratorio con cioccolata o altra bevanda.

Le giornate previste fanno riferimento alla domenica detta della “divina misericordia” (il 23) e alla domenica detta del “perdono” (il 2 marzo). Valorizziamo così un periodo particolarmente interessante della liturgia ambrosiana prima del tempo quaresimale.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.17

Forse si finisce!

È una notizia buona quando finalmente si arriva ad un accordo tra contendenti. È il caso della situazione nella Striscia di Gaza dove la violenza dei terroristi e la violenza della politica israeliana, hanno seminato morte su morte. Di chi è la vittoria di questo cessate il fuoco? È la domanda che sta correndo sui mezzi di comunicazione, nel tentativo di porre delle medaglie e dei meriti. Invece, che ne sarà della gente innocente che ha perso la vita e di quelle persone che hanno causato la morte? Per i primi forse qualche sepoltura o qualche lapide, per i secondi, chissà.

Sembra che tutto sia come il principio di incendio che, come tutti sanno, si sviluppa per la presenza di un combustibile, per l’azione del comburente che ne permette la vitalità (ossigeno) e per la scintilla di un innesco. Ora che forse, forse (ripetiamo due volte l’avverbio) le armi si fermano, possiamo ritenere domato l’incendio per esaurimento di denaro o di forze?

Sappiamo che nella esperienza degli uomini e delle donne, le cose sono più complesse e va considerato un quarto elemento: l’odio! Solo cuori liberi e mani pure non lo possiedono. Chi potrà eliminare l’odio che in tanti mesi è stato prodotto come elemento inodore, quasi fosse un gas, ma che coverà sotto le ceneri? Quanto quell’odio continuerà con la sua forza distruttrice negli anni a venire!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 16

Il Giubileo e il logo

Questo “Anno Santo” è il 25° giubileo universale della storia della Chiesa cattolica. Parteciperemo a questo straordinario evento in due occasioni:

  • dal 14 al 16 marzo 2025, il pellegrinaggio diocesano, guidato dall’Arcivescovo Delpini
  • dal 22 al 24 maggio 2025, il pellegrinaggio parrocchiale, con persone di San Felice, Lavanderie, Novegro.

Abbiamo in programma un’altra modalità per raggiungere Roma: ne riparleremo. Il “motto” è “Pellegrini di speranza” e su questo termine e questa virtù rimandiamo al testo di Benedetto VXI nel retro pagina.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 15

Il rosso a Natale

Sono rosse le stelle di natale, come le tovaglie e gli addobbi. Cambiano le abitudini ma il rosso a Natale non è mai fuori moda. È vero che il richiamo va a babbo natale ma nella celebrazione eucaristica il colore liturgico (oltre al bianco) è il rosso che richiama il martirio di santo Stefano e, due giorni dopo, la festa dei santi Innocenti. Il colore della Coca cola che ha soppiantato il richiamo liturgico, non ci scandalizza più di tanto; spetta a noi vedere ciò che il colosso americano non poteva prevedere e cioè il segno del martirio nel natale del bambino di Betlemme.

Hanno provato ad ucciderlo “da subito”, ma la fuga ha impedito la cattura, creando una violenza senza senso come è tipico di ogni despota che vive di paura. L’analogo colore lo riconosciamo nel diacono Stefano che, da buon discepolo, diventa tutt’uno con il maestro, riportando le sue stesse parole prima di morire: “Nelle tue mani consegno il mio spirito” e “non imputar loro questo peccato”. Il rosso in una visione cristiana si salverà sempre, non passerà mai di moda: noi lo sappiamo!

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UN AUGURIO

Prima un augurio

A pochi giorni dal Natale giunga un pensiero buono a chi leggerà questo messaggio sul notiziario che mette in comunicazione le nostre tre parrocchie.

Gesù, il Salvatore, il Bambino, il Dio con Noi, il figlio di Maria… chiamiamolo come vogliamo, possa egli passare in tutti coloro che cercano purezza, affetto, sollievo, consolazione, compagnia, perdono, bellezza. Nella nostra grotta personale sia riconosciuto presente e vivo: è il nostro augurio!

Don Norberto, don Mauro, don Felice, don Saturnino, diacono Dario

 

PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 14

E la porta si aprì

Ogni venticinque anni a Natale, nella basilica di San Pietro a Roma, viene aperta la porta santa, dando così inizio all’anno giubilare.

Per molte persone, questa potrebbe essere l’ultima volta che prenderanno parte a tale evento. Anche io sarò tra costoro, avendo partecipato da ventenne al giubileo del 1975, poi da prete al giubileo straordinario del 1983, poi a quello del 2000 e, da ultimo, al giubileo straordinario indetto da papa Francesco nel 2015. Molti avranno modo di viverne altri: coloro che nasceranno quest’anno saranno giovani nel 2050, data del successivo giubileo.

Natale, con una porta che si apre, ha un grande valore simbolico. Non è tanto il gesto del Papa che batte tre volte sulla porta perché si apra, ad essere significativo; non è neppure l’evento che è diventato mediatico dal 2000 quando venne ripreso l’anziano Giovanni Paolo II con un piviale originale, ad avere un peso. La nascita di Gesù è la vera porta santa! La decisione di Dio di intervenite di persona, nella vergine Maria, è l’apertura del mondo divino che, come una porta antipanico, si spalanca solo dal di dentro.

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