PONTE DEGLI SPECCHIETTI N. 4

Ottobre mese missionario?

Il primo di ottobre è stata la festa di santa Teresa Martin, suora del Carmelo di Lisieux, mai uscita dal monastero, ma con un cuore che arrivava fino ai confini del mondo, perché lo aveva avvicinato al Signore Gesù. Lo abbiamo ricordato domenica scorsa. Morta a 24 anni, oltre ad essere “dottore della Chiesa”, è patrona delle Missioni. Una stranezza che fa pensare!

Iniziamo a comunicare che dal 2 al 4 dicembre farà tappa a Segrate la “pellegrinatio” delle reliquie di santa Teresina e dei suoi genitori Luis e Zelia Martin, primi santi canonizzati in quanto sposi. Ci saranno momenti di preghiera e di riflessione nella chiesa di Lavanderie. Potremo conoscere meglio figure importanti della spiritualità cristiana. Il 15 ottobre poi, nella festa di santa Teresa d’Avila (altra figura da novanta!) verrà resa pubblica l’Esortazione apostolica per il 150 anni dalla nascita di Teresa di Lisieux.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI N. 3

Due belle scoperte

Molto intenso il momento vissuto giovedì 28 settembre con diversi preti della diocesi a Concesio, paese natale di Paolo VI. Per noi di Milano questo nome rievoca la sua figura come vescovo per nove anni.

È lui che ha portato a termine quell’evento straordinario per la Chiesa cattolica, chiamato Concilio Vaticano II. Un lavoro notevole, durato tre anni, non solo dal punto di vista organizzativo – se pensiamo agli anni Sessanta: portare i vescovi del mondo a Roma! -, ma soprattutto immane per il pensiero teologico e per il rinnovamento della Chiesa stessa. Non abbiamo l’idea! Non si poteva rimanere su posizioni statiche e su una pastorale di conservazione davanti ad un soffio che, a partire dal dopoguerra, stava cambiando un’epoca. C’era aria di vecchio e di chiuso mentre la vita del mondo, in bene e in male, stava cambiando. Occorreva rinnovare la Chiesa ritornando alle origini, ritornando al Maestro e intraprendere un dialogo aperto e libero nei confronti del mondo, degli uomini e delle donne.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI N. 2

Punti nella lettera del Vescovo

In “Viviano di una vita ricevuta”, il vescovo Mario Delpini non scrive solo una lettera pastorale, ma sembra muoversi su intenti e tracce di lavoro dove tutti possiamo offrire un contributo di pensiero e di azione. Dopo averla letta, vi propongo 4 punti di riflessione.

  1. Un piano pastorale vero e proprio, dice il vescovo, c’è già e non cambia: è l’anno liturgico con le sue feste e le sue stagioni. Sappiamo che nel rito ambrosiano sono tre le “stagioni liturgiche”. In natura ogni tempo ha le proprie caratteristiche, perché non stiamo con maglietta, infradito e bermuda di inverno, così come non ci portiamo il cappotto in estate. Così le “stagioni liturgiche” sono particolari.

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RIAPRE “il PONTE DEGLI SPECCHIETTI” N. 1

Non è ancora passato un anno da quando prese posizione, sulla carta, “Il ponte degli specchietti”. Il primo numero fu stampato il 4 dicembre 2022. Quel passaggio nevralgico tra due zone della città, famoso un tempo per la sua ristrettezza, causa del toccarsi delle macchine, è diventato anche “testata” di un foglio che unisce la parrocchia di santo Stefano con la parrocchia dei santi Carlo e Anna nel quartiere San Felice e la parrocchia di sant’Alberto Magno nel quartiere di Novegro. Così citati, diamo valore ai nostri Santi oltre che a tre dei quartieri di cui Segrate è costituita. Concretamente è il segno di un passaggio tra le parrocchie che le macchine dei preti percorrono o percorreranno spesso. Quelle arcate preparano… il nostro incontrarci!

Riapriamo così “Il ponte degli specchietti” con le novità che abbiamo già anticipato: l’arrivo di don Felice Terreni che risiederà a San Felice (la casualità di un nome!) e l’arrivo di Graziella Colombo, missionaria laica saveriana in Brasile per venticinque anni che, per alcuni giorni alla settimana, abitando a San Felice, sarà presente a Novegro. Così, insieme al sottoscritto, che rimane parroco delle tre parrocchie, a don Mauro che seguirà i ragazzi, insieme al diacono Dario che collabora per Novegro, iniziamo un anno nuovo. Certo non potremo fare nulla senza la presenza di molte persone laiche che tengono attiva ogni specifica parrocchia con il loro disponibile e, spesso, silenzioso lavoro!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI 27

La due giorni

Alla luce dell’esperienza positiva dello scorso anno, abbiamo rilanciato l’invito, aperto a tutti, per trascorrere insieme un fine settimana sulle montagne della bergamasca, a Lizzola, dalla sera di venerdì al primo pomeriggio di domenica. Si potrebbe dire che l’idea che sta alla base di questa proposta è quella, semplicissima, di offrire piccole “prove di fraternità”; come una sorta di esperimento per iniziare a vedere che la nostra comunità parrocchiale è ricca di tante sfaccettature e punti di luce. E così ci siamo ritrovati in poco più di 50 persone, fra adulti e bambini, a vivere un fine settimana insieme, in quel contesto paradossale che solo il cristianesimo sa regalare: sconosciuti, eppure fratelli.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI 26

Tempo e tempo

Con la scorsa domenica è iniziato un nuovo tempo liturgico della chiesa ambrosiana: il tempo della Pentecoste. Forse non ce ne renderemo conto dal momento che durante l’estate molti vivranno la Messa domenicale in località dove si celebra in rito romano. Per noi inizia il tempo della Pentecoste, eco della solennità vissuta, quest’anno, il 28 maggio.
Il tempo sarà scandito da due grandi feste: la festa del martirio di Giovanni Battista che cade il 28 agosto (è bello che la sua figura sia ricordata anche il 24 giugno, per la sua nascita) e la festa della Dedicazione del duomo di Milano (la terza domenica di ottobre che quest’anno sarà il giorno 15).
Eccoci nel primo periodo, iniziato domenica scorsa e che finirà ad agosto: si tratta di ripensare tutta la storia della salvezza alla luce della presenza di Gesù risorto che vive con l’Amore, lo Spirito Santo appunto.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI 25

Una missionaria tra noi

Ormai quando pensiamo ai missionari ci viene in mente la “Mission Segrate” dello scorso mese di marzo. Bene, abbiamo un’altra bella notizia. Sarà presente a Novegro Graziella Colombo una missionaria nativa di Macherio. Dopo un impegno nella sua parrocchia di origine, è partita come missionaria laica per il Brasile sostenuta dai padri Saveriani. Ha svolto per 26 anni la sua missione a Carituba, capitale del Paranà, occupandosi di bambini come catechista e mettendosi a servizio della parrocchia anche come ministra straordinaria dell’Eucarestia. Nell’associazione “Rete Speranza” ha lavorato con le famiglie guidando progetti in favore di adolescenti e giovani in situazione d povertà e rischio sociale. Ha avuto modo, appena tornata, di venire in contatto con l’esperienza che sta nascendo a Novegro ed è ben contenta di poter dare una mano.

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Ben arrivato don Felice!

Ben arrivato tra noi, don Felice, sacerdote che conosco avendo vissuto con lui i miei primi anni di sacerdozio nella parrocchia di san Pietro in Sala a Milano. Io presi il suo posto come referente dell’oratorio e lui, stando sempre in parrocchia, si occupò a tempo pieno del Centro religioso De Angeli-Frua. Essendo vasto il territorio di quella parrocchia, si erano creati in precedenza due poli collegati, ma un po’ indipendenti tra loro: il Centro Leone XIII con la presenza dei Gesuiti e, appunto, il Centro De Angeli il cui referente era proprio don Felice. Qui, in uno spazio condominiale, si ritrovavano cristiani per ben due Messe domenicali e in settimana erano previste le attività formative per ragazzi e adulti. Anni e tempi diversi da oggi! Non c’era nessun oratorio tradizionale come del resto anche in piazza Wagner lo spazio era ridottissimo.

Bene, ora ci ritroviamo ancora insieme (credo che sia una rarità) dove questa volta… io comando e lui dovrà ubbidire! Già questa battuta la dice lunga di un rapporto di amicizia e di stima reciproca.

Avremo così un sacerdote che, dopo tre esperienze da parroco, continua la sua presenza in una parrocchia come sacerdote, lasciando al sottoscritto l’incombenza istituzionale. Don Felice conosce già il quartiere e la zona avendo fatto il parroco di Seggiano alla fine degli anni 80. Ora potremo tirare un po’ il fiato nelle tre parrocchie che “stanno sul ponte degli specchietti” e vedere con più tranquillità l’attività pastorale.

La comunità cristiana di San Felice continuerà la sua opera contando certo sui sacerdoti ma anche sulla generosità di volontari che in questo anno si sono dati da fare. Il buon Dio ci concede un nuovo tempo per rinnovarci.

Don Norberto