PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 63

Date e appuntamenti

Riprende la consueta pubblicazione del Ponte degli specchietti dopo la pausa nel mese di aprile.

Conviene aggiornarci sulle date e sulle iniziative che accompagnano la fine della scuola, l’inizio dell’estate e l’esperienza dell’oratorio estivo nella parrocchia di Santo Stefano e di Novegro. Rimangono inoltre gli impegni legati ai sacramenti della iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima, Comunione) e l’attenzione al mese di maggio, tradizionalmente legato alla figura di Maria, la quale possiede già un tempo a lei dedicato (Avvento) ed è onorata in diversi momenti e feste distribuiti durante l’anno. Prendiamo nota di iniziative cittadine che possono aiutare nel pensiero e nella vita secondo lo Spirito Santo.

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ASSENZA DEL PARROCO

Sparito il parroco

Niente di particolare: solo un tempo di silenzio perché “nel silenzio Dio parla”. Un silenzio fatto di ascolto della Parola di Dio in un breve confronto quotidiano con una guida spirituale.

Un mese nel silenzio, in solitaria ma “non da solo” perché nella mia storia di prete porto con me le persone. Porto coloro che incontro in questi anni a Segrate e coloro che ho incrociato nelle parrocchie, nelle celebrazioni, nelle varie circostanze più disparate della vita.

Un silenzio dove è stato facile ritrovarsi anche con le parole che scelsi sulla immaginetta della prima messa tratta dal profeta Geremia: “Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto. Risposi: “Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane”. Ma il Signore mi disse: “Non dire: “Sono giovane”. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò”.

Un silenzio e una solitudine inoltre che mi hanno riportato alla risposta che diedi a Dio (avevo 22 anni), colpito da una espressione del vangelo di Marco dove si dice che “Gesù chiamò a sé quelli che egli volle perché stessero con lui e per mandarli”. È stato un momento unico e irrepetibile, nel quale abbondante è stato il “dono delle lacrime”. Occasione ora per ringraziare chi mi “ha sostituito” per le celebrazioni, chi ha dato un contributo economico tempo fa e quanti hanno sostenuto con l’affetto e la preghiera. Tutto il resto è grazia di cui sono riconoscente.

Don Norberto

 

PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 62

Nella settimana santa

Con oggi varchiamo la soglia della settimana autentica o “settimana santa” portando con noi il segno dell’ulivo che custodiremo nelle nostre case.

Ho riletto il “Ponte degli specchietti” dell’anno scorso per la Domenica delle Palme: era il 6 aprile, il giorno in cui si vide per l’ultima volta papa Francesco attraversare piazza san Pietro in carrozzina per salutare la folla, prima della morte, avvenuta il 14 di quel mese. Solo un anno fa la morte del Papa, i funerali, il conclave, il saluto del nuovo papa americano, nato nel 1955, e i passaggi di consegna. Ci inoltriamo così verso la prossima Pasqua con tante novità nella Chiesa in un tempo così breve.

Solo il male sembra rimanere lo stesso con le disperate immagini che si susseguono e si accatastano, come fogli in una pila sempre più alta fino a farci dimenticare i precedenti focolai di morte. Spariscono dai giornali le terre di Ucraina e di Gaza, del Corno d’Africa, del Sudan o dell’America latina. Restano immutati gli interessi legati all’economia di guerra che continua a crescere ed esplodere. Solo il dolore rimane lo stesso!

Registriamo anche l’esito del recente referendum che, al di là delle manifestazioni talvolta esagerate, diventa monito affinché si impari a mettere insieme le differenze tra gli schieramenti se si vuole portare modifiche alla Costituzione. Come avranno fatto i Costituenti a mettersi insieme, dopo l’esperienza del nazifascismo? Erano di forti differenze ideologiche eppure seppero costruire basi solide per il nostro paese. E se ci fosse un sussulto di umanità anche nei rapporti parlamentari? Il messaggio è chiaro; si cambia insieme non per innalzare la propria bandiera ma per custodire quella comune! E se questo fosse un treno da non perdere?

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 61

Quasi ci siamo

Oltre ad essere giorni che ci impegnano nella tornata referendaria, mentre i cieli continuano a riempirsi di esplosioni, fame, fughe disperate dalle case e il terrore della morte devasta interi nuclei familiari… ci avviciniamo, proprio in questo tempo ferito, alla settimana autentica o settimana santa. Parlare di resurrezione, credere nella pace, sembra un’illusione, un pio desiderio. Nel movimento storico, prima di Cristo e dopo Cristo, troviamo la linea incandescente della morte che sembra inarrestabile ed eterna. Tra il vuoto di senso e la fatica concreta delle condizioni di vita, sentiamo di stare in un’epoca che ci mette alla prova.

Noi, toccati dalla Grazia, proprio per avere incontrato il Signore morto e risorto, siamo qui ancora a confessare lo sbocco di luce nell’amore divino. Crediamo nel Signore presente, che non abbandona i suoi, e riconosciamo i segni di bene in uomini e donne che non si adattano alla logica del più forte o del più violento. Noi, nati nella Pasqua di Gesù, continuiamo a scegliere da che parte stare! E ci prepariamo a vivere la Pasqua dell’anno!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 60

“Roba bella”

Nella liturgia ricorre spesso il termine “mistero” e immediatamente il pensiero corre verso ciò che non si conosce (“è un mistero”) oppure a qualcosa di oscuro come quando si accenna “ai misteri del Vaticano”. Le nostre mamme ci insegnavano a pregare recitando “i misteri del santo rosario”. A messa poi sentiamo dire: “Prima di accostarci ai santi misteri riconosciamo i nostri peccati”.  Precisiamo in modo molto sintetico: si tratta di quell’azione divina che è penetrata nella sfera materiale – il divino che si unisce nell’umano, il cielo nella terra – e che si muove sempre, perché il male e la morte non sono riusciti a bloccarla.

Si comprende così l’espressione “mistero pasquale”: nella resurrezione, Dio si svela come amore incondizionato, un amore che passa in noi attraverso la materia dell’acqua, dell’olio, del pane e persino attraverso la materia del peccato: questo è il grande dono dei sacramenti! Quando siamo nella liturgia, entriamo così nel “mistero di Cristo”, un mistero che si compirà pienamente oltre la nostra morte e alla fine dei tempi. Siamo anche nel “mistero della Chiesa”, una realtà di alto spessore e che… non ha nulla a che vedere con il Vaticano! Quante volte si usa il vocabolo “mistero” senza accorgerci! Quando parliamo infine dei “misteri del rosario”, ci riferiamo semplicemente ai momenti di questa azione di Dio che meditiamo mentre scorrono i grani delle Ave Maria. Per la cronaca, il termine “mistero” può così sovrapporsi alla parola “sacramento”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.59

I tre giorni di esercizi spirituali, vissuti la scorsa settimana nella chiesa di San Felice da una quarantina di persone, hanno offerto l’occasione di conoscere meglio l’antica preghiera “Anima Christi”, composta da un anonimo medioevale e riproposta nel ‘500 da sant’Ignazio di Loyola, fino a diventare parte della spiritualità cristiana. Riscoprire la ricchezza di questo antico tesoro è particolarmente utile nel contesto attuale, segnato da “afasia” religiosa. La rarefazione del dialogo con Dio dipende anche dal fatto che non si sa precisamente “che cosa dire” quando lo si prega: la ripresa di questo testo (insieme ad  altre preghiere) può rivelarsi una risorsa preziosa. Ecco i sintetici pensieri offerti da don Luca (lo ringraziamo per la chiarezza e l’incisività) che condividiamo con tutti.

Anima di Cristo, santificami

Gesù non è più incontrabile dal punto di vista sensoriale. L’orante, allora, punta diritto all’interiorità più originale della sua persona: anima di Cristo. Si mette immediatamente “cuore a cuore” con lui. Avendo assunto un’umanità come la nostra, Gesù Cristo aveva un’anima umana. In Gesù «abita corporalmente la pienezza della divinità», quindi il credente sembra proprio orientato a chiedere la partecipazione a tale pienezza, a questa divina santità. L’orante chiede a Dio di essere reso simile a lui. nUna volta si entrava in contatto con la santità di Dio nel pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme. Da un simile incontro si usciva diversi, rinnovati, grondanti di vita e di santità. Anche il concetto ebraico di santità come kabod, cioè “peso”, è di aiuto: il credente riceve il dono desiderato, cioè una vita ricca di senso, solida, bella.

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