
7 GIORNI DI FEBBRAIO
A RICORDO DI GIUSEPPINA PUGLESE LIMENTANI
LA COMUNITA’ PARTECIPA AL DOLORE DELLA FAMIGLIA
E ACCOMPAGNA GIUSEPPINA
CELEBRANDO LA SUA PASQUA
MARTEDI’ 24 FEBBRAIO ALLE ORE 11
PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 58
“Quaresima come Dio comanda”
Ogni inizio è… un colpo d’ala ad una situazione stanca o grigia. L’inizio del tempo di Pasqua nel rito ambrosiano – Quaresima, triduo e tempo pasquale – è un invito a risvegliare lo spirito. Ricordiamolo noi credenti nel Signore! Ci sostenga, in questo cammino, anche il messaggio del Papa. La parrocchia offre soltanto alcuni suggerimenti (aspetti particolari della parrocchia di San Felice sono raccolti nella pubblicazione “7giorni”).
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VIA CRUCIS CITTADINA

CENERI
domenica 22 febbraio
ore 17.45 a San Felice
PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 57
Ceneri
Ormai il termine “ceneri” è diventato quasi esclusivamente un linguaggio da pompe funebri. Dopo la cremazione, infatti, l’urna contenente le ceneri del defunto viene portata al cimitero, in attesa di essere deposta nel loculo, con la possibilità – per chi lo desidera – di ricevere la benedizione da parte del sacerdote.
L’antico detto biblico “polvere sei e in polvere ritornerai” continua invece a ricordarci la fragilità e l’incostanza della vita umana che, se confrontata con il corso della storia, sembra ridursi a ben poco. Eppure quella cenere che conserviamo dei nostri cari – ottenuta attraverso la cremazione che anticipa ciò che la natura compirebbe comunque – richiama la presenza “di qualcuno” che ha camminato su questa terra: un figlio, un marito, una moglie, un padre, una madre, un amico. Le voci registrate, gli innumerevoli video o le fotografie contribuiscono a mantenere viva la memoria eppure le ceneri hanno un impatto più forte. Sono tracce di una storia viva. Per questo il cimitero, pur nel cambiamento culturale, possiede un grande valore. La Chiesa conserva il termine “ceneri” nel proprio calendario liturgico, indicando con il “mercoledì delle ceneri” l’inizio della quaresima (nel rito romano). Di conseguenza, il giorno precedente diventa il “martedì grasso” con il suo tradizionale clima di carnevale.
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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 56
La neve e il silenzio
C’è la neve dei disagi sulle strade e c’è la neve da spalare davanti agli ingressi delle case. C’è la neve che imbianca le colline del Varesotto e crea preoccupazione quando ci si deve spostare tra salite e discese. C’è la neve dello sport che sta impegnando il nostro paese e gli atleti arrivati da tutto il mondo. C’è la neve naturale che ammiriamo sulle Grigne, sul Rosa o sulle Alpi oltre le montagne bergamasche e lecchesi. C’è la neve sparata per far funzionare gli impianti e l’economia magari prosciugando i bacini d’acqua. C’è la neve che bagna vestiti, piedi e guanti. C’è la neve dei bambini o di noi adulti che torniamo bambini tra un pupazzo e l’altro, tra una palla e l’altra.
E poi c’è la neve del silenzio. Nelle abitazioni delle mie precedenti parrocchie di Busto Arsizio e di Casciago si era un po’ distanti dalla strada e, quando arrivava una nevicata (non sempre seguivo le previsioni), aprendo le persiane, si avvertiva subito uno strano silenzio. La neve porta con sé il silenzio: arriva nella notte e te ne accorgi solo al mattino. E’ un silenzio particolare, perché quando la neve è abbondante assorbe i rumori abituali. Basta mettere i piedi sul manto bianco appena fuori casa o in un prato per sentirlo: il silenzio della neve.
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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 54
Con gli occhi del vecchio
Noi celebriamo la festa della famiglia di Nazareth l’ultima domenica di gennaio, mentre nel rito romano si celebra la domenica dopo Natale. Il vangelo di quest’anno è lo stesso che ascolteremo il prossimo 2 febbraio, festa della Presentazione al tempio di Gesù a quaranta giorni dopo il Natale: bella occasione! E’ una piccola annotazione che si può fare ogni tre anni e che ci permette di stare negli occhi di Simeone, nelle parole del vecchio, nelle orecchie di chi attendeva, nelle mani di colui che avrebbe tenuto in braccio il Figlio dell’Altissimo.
Potrebbe essere utile lasciarci accompagnare, in questa settimana, proprio da questo visionario. Non perché fosse “fuori di testa”, ma perché aveva scelto di credere fino in fondo alla promessa ricevuta dallo Spirito Santo, quella di “poter vedere il Messia prima di incontrare la morte”. Sarà bene ricordare che, dopo la resurrezione del Signore, anche noi – in un senso reale – teniamo tra le mani lo stesso Amore. Non più nella fragilità di un bambino, ma nella povertà di un po’ di farina e acqua, dove si nasconde la luminosità di questa esperienza. La prossima domenica, nella festa che la tradizione chiama “candelora”, verrà consegnato un lume da portare a casa e lasciare acceso per tutta la giornata di lunedì 2 febbraio.
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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 55
Domenica 1 febbraio
Siamo soliti valorizzare la giornata della vita nella prima domenica di febbraio. Un’occasione per riconosce in modo particolare il lavoro del Centro Aiuto della Vita, attivo in Italia dal 1975 grazie soprattutto all’impulso di Carlo Casini (avvocato e più volte deputato per il quale di recente si è aperta la causa di beatificazione). Il CAV opera a Cernusco o in altre località per sostenere la vita nascente, affinché, nel momento della scelta se accogliere o meno un bambino, nessuna donna si trovi sola o in condizioni di povertà. Il sostegno e l’aiuto offerto hanno portato così molte donne a scegliere di portare avanti la gravidanza, donando al loro piccolo la possibilità di nascere. La vendita delle primule all’uscita delle chiese contribuisce a creare un fondo di aiuto per i CAV che operano sul territorio. Riportiamo una parte del messaggio della Conferenza Episcopale Italiana dal titolo: “Prima i bambini”.
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