PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.17

Forse si finisce!

È una notizia buona quando finalmente si arriva ad un accordo tra contendenti. È il caso della situazione nella Striscia di Gaza dove la violenza dei terroristi e la violenza della politica israeliana, hanno seminato morte su morte. Di chi è la vittoria di questo cessate il fuoco? È la domanda che sta correndo sui mezzi di comunicazione, nel tentativo di porre delle medaglie e dei meriti. Invece, che ne sarà della gente innocente che ha perso la vita e di quelle persone che hanno causato la morte? Per i primi forse qualche sepoltura o qualche lapide, per i secondi, chissà.

Sembra che tutto sia come il principio di incendio che, come tutti sanno, si sviluppa per la presenza di un combustibile, per l’azione del comburente che ne permette la vitalità (ossigeno) e per la scintilla di un innesco. Ora che forse, forse (ripetiamo due volte l’avverbio) le armi si fermano, possiamo ritenere domato l’incendio per esaurimento di denaro o di forze?

Sappiamo che nella esperienza degli uomini e delle donne, le cose sono più complesse e va considerato un quarto elemento: l’odio! Solo cuori liberi e mani pure non lo possiedono. Chi potrà eliminare l’odio che in tanti mesi è stato prodotto come elemento inodore, quasi fosse un gas, ma che coverà sotto le ceneri? Quanto quell’odio continuerà con la sua forza distruttrice negli anni a venire!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 16

Il Giubileo e il logo

Questo “Anno Santo” è il 25° giubileo universale della storia della Chiesa cattolica. Parteciperemo a questo straordinario evento in due occasioni:

  • dal 14 al 16 marzo 2025, il pellegrinaggio diocesano, guidato dall’Arcivescovo Delpini
  • dal 22 al 24 maggio 2025, il pellegrinaggio parrocchiale, con persone di San Felice, Lavanderie, Novegro.

Abbiamo in programma un’altra modalità per raggiungere Roma: ne riparleremo. Il “motto” è “Pellegrini di speranza” e su questo termine e questa virtù rimandiamo al testo di Benedetto VXI nel retro pagina.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 15

Il rosso a Natale

Sono rosse le stelle di natale, come le tovaglie e gli addobbi. Cambiano le abitudini ma il rosso a Natale non è mai fuori moda. È vero che il richiamo va a babbo natale ma nella celebrazione eucaristica il colore liturgico (oltre al bianco) è il rosso che richiama il martirio di santo Stefano e, due giorni dopo, la festa dei santi Innocenti. Il colore della Coca cola che ha soppiantato il richiamo liturgico, non ci scandalizza più di tanto; spetta a noi vedere ciò che il colosso americano non poteva prevedere e cioè il segno del martirio nel natale del bambino di Betlemme.

Hanno provato ad ucciderlo “da subito”, ma la fuga ha impedito la cattura, creando una violenza senza senso come è tipico di ogni despota che vive di paura. L’analogo colore lo riconosciamo nel diacono Stefano che, da buon discepolo, diventa tutt’uno con il maestro, riportando le sue stesse parole prima di morire: “Nelle tue mani consegno il mio spirito” e “non imputar loro questo peccato”. Il rosso in una visione cristiana si salverà sempre, non passerà mai di moda: noi lo sappiamo!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 14

E la porta si aprì

Ogni venticinque anni a Natale, nella basilica di San Pietro a Roma, viene aperta la porta santa, dando così inizio all’anno giubilare.

Per molte persone, questa potrebbe essere l’ultima volta che prenderanno parte a tale evento. Anche io sarò tra costoro, avendo partecipato da ventenne al giubileo del 1975, poi da prete al giubileo straordinario del 1983, poi a quello del 2000 e, da ultimo, al giubileo straordinario indetto da papa Francesco nel 2015. Molti avranno modo di viverne altri: coloro che nasceranno quest’anno saranno giovani nel 2050, data del successivo giubileo.

Natale, con una porta che si apre, ha un grande valore simbolico. Non è tanto il gesto del Papa che batte tre volte sulla porta perché si apra, ad essere significativo; non è neppure l’evento che è diventato mediatico dal 2000 quando venne ripreso l’anziano Giovanni Paolo II con un piviale originale, ad avere un peso. La nascita di Gesù è la vera porta santa! La decisione di Dio di intervenite di persona, nella vergine Maria, è l’apertura del mondo divino che, come una porta antipanico, si spalanca solo dal di dentro.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.13

Gli ultimi nove giorni

Possibilità di prestare attenzione ai nove giorni che ci preparano al Natale: ecco la novena che la tradizione riserva a questi giorni e che la nostra liturgia ambrosiana sottolinea in un modo proprio.

A partire dal 16 dicembre la liturgia cambia il nome. Si inizia con il ricordo dell’annuncio dell’angelo a Giuseppe e, dal 17 al 23 dicembre, le “ferie dell’accolto” (de exceptato). In questo ultimo tratto dell’Avvento troveremo una delle più belle feste mariane, la “domenica della divina maternità della Vergine Maria” (22 dicembre). Il colore rimane ancora “lilla o viola”, i fiori rimangono, le lampane vengono accese durante le celebrazioni, ma, al di là di ogni calendario con le finestrelle da aprire, potremo vivere i giorni della “novena” con più intensità.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.12

Il migrare dei giorni

Così si esprime un canto tratto da un salmo tradotto da padre Turoldo che usiamo nelle nostre chiese. Il verbo evoca fenomeni che notiamo negli sbarchi, nelle tragedie del mare o nelle colonne di persone che camminano verso mondi sereni. Nel canto si fa riferimento però al tempo che si muove con questa suggestiva immagine: “il migrare dei giorni“.

Mentre si svolgeva un funerale (si usa spesso il canto nella celebrazione) ho considerato meglio questa espressione: “Bontà e grazia mi sono compagne quanto dura il mio cammino; io starò nella casa di Dio lungo tutto il migrare dei giorni”. Si può partecipare alla comunione di Dio sempre, “per tutti i secoli dei secoli” diciamo nelle orazioni della Messa, mentre passano gli anni, fino a quando il migrare diventa incontro e meta.

Nella notte di Natale, papa Francesco aprirà la porta santa inaugurando ufficialmente il Giubileo: il migrare dei giorni sarà una occasione per riconoscere la misericordia del Dio cristiano. Il clima dell’Avvento, primo periodo dell’anno liturgico, esprime bene il movimento dei giorni, così come il mese di dicembre che conclude il calendario racconta altrettanto bene la presenza di Dio nel movimento della clessidra, leggera sabbia del tempo.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.11

Conto alla rovescia

Il termine “Avvento”, con l’acquisto e la partenza del famoso calendario ricco di cioccolatini e con l’accensione della prima candela sulle quattro previste, determina quasi un conto alla rovescia verso il giorno di Natale con i suoi riti e le sue luci.
Nel rito romano (a mio parere) avere solo quattro domeniche “schiaccia” il tempo di l’Avvento soprattutto nella attesa della festa del 25 dicembre per cui, nel clima culturale in cui viviamo, ci si allena ai preparativi culinari, turistici e vacanziere oltre che religiosi. L’inizio del mese di dicembre (quest’anno non abbiamo il ponte dell’Immacolata) avvicina la festa sopra ricordata. Ci potrebbe così essere il pericolo di mettere tra parentesi l’aspetto “escatologico” (usiamo un termine difficile ma un vocabolo cristiano), quello che riporta “in azione il futuro” come ritorno del nostro Signore Gesù Cristo. Lui si può permettere di ritornare glorioso perché ha superato il vincolo del tempo e dello spazio creato dalla morte: è risorto infatti.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI N.10

Reliquie in città

L’evento delle reliquie dei coniugi Louis e Zelié Martin e della loro più conosciuta Teresa di Lisieux che resteranno in città, nella chiesa di Lavanderie per tre giorni, tocca la sensibilità cristiana. Un momento importante per le nostre parrocchie per valorizzare lo sguardo sui santi. Nessuna magia o scaramanzia: la Chiesa dà valore e custodisce le reliquie dei santi come segno del passaggio della Grazia in quei corpi. Evidentemente loro non sono nelle urne ma quel pellegrinare che si compie esprime il desiderio di contatto e di amicizia che diventa intercessione.

Teresa la piccola, ma la grande; Teresa antica ma che continua con i suoi “petali dal cielo”; Teresa nel Carmelo con i suoi 23 anni ma con l’eternità della sua santità. Lous e Zelié  la prima coppia canonizzata: lui orologiaio, lei con una piccola bottega per lavorare i merletti; lei che muore giovane di cancro e lui che vive i suoi ultimi tre anni in un ospedale psichiatrico. Una relazione straordinaria la loro, che ha portato quattro su cinque figlie (altri quattro bambini morti in tenera età) ad esser dono per Dio e per la Chiesa. Grazie ad un ragazzo di Monza Pietro Schilirò, miracolato per loro intercessione da una malattia polmonare da piccolo, si è aperta la strada alla beatificazione poi alla canonizzazione avvenuta nel 2015.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.9

Il nuovo messale ambrosiano

Come abbiamo accennato la scorsa settimana, oggi entra in vigore il nuovo messale, IL libro per  eccellenza della preghiera cristiana dove “si modella” il nostro rapporto con Dio. Oltre a questo numero “doppio” del ponte degli specchietti, verrà dato al termine di ogni messa un foglietto colorato al fine di usarlo in settimana per la semplice preghiera quotidiana.

Avremo modo “di stare sul pezzo”, cioè sul messale in tre momenti dell’anno: ora per le domeniche di avvento, poi per le domeniche che vanno dall’epifania alla quaresima, e infine per le domeniche del tempo pasquale. Vogliamo proprio pregare con lo stile che la liturgia ci indica.

L’Avvento con parole già dette: “È vero che l’anno liturgico inizia il 17 novembre, ma più correttamente l’inizio è il 31 marzo, giorno della Pasqua. Da lì ha cominciato a scorrere in noi la vita nuova che si sviluppa tra i giorni, i mesi e gli anni”.
Con queste parole (ho cambiato solo le date) riprendo ciò che dicevo lo scorso anno anche perché… nessuno si ricorda! Ecco il senso del titolo e, dal momento che mi sembra chiaro quel precedente scritto… “repetita iuvant”.Se qualcuno dovesse ricordarsi me lo dica che “gli faccio la fotografia”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTTI n.8

Meno male che non cambia nulla

Non è notizia da giornale il fatto che con sabato 16 e domenica 17 novembre entra in vigore nella chiesa ambrosiana il nuovo messale: e meno male! Una notizia del genere come potrebbe interessare? Due anni fa solo l’idea che si stesse cambiando la dizione finale del Padre nostro fece notizia con le normali contestazioni (spesso da parte di cattolici) e con le solite sensazioni di disagio quando avviene un cambiamento.

Ora la Chiesa ambrosiana, con il suo rito, non fa altro che introdurre “pari pari” quelle novità inserite nella Messa, con il rinnovamento del messale di rito romano avvenuto nel 2021 da una parte e, dall’altra, ha aggiornato il cambiamento avvenuto nelle riforma del lezionario ambrosiano (dove ci sono le letture delle Messe dell’anno liturgico) avvenuta nel 2008.

Solo poi qualche “pennellata” qua e là nei testi di orazioni e prefazi ma… che forse non saranno percepite. E va bene così, dico!

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