PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.13

Gli ultimi nove giorni

Possibilità di prestare attenzione ai nove giorni che ci preparano al Natale: ecco la novena che la tradizione riserva a questi giorni e che la nostra liturgia ambrosiana sottolinea in un modo proprio.

A partire dal 16 dicembre la liturgia cambia il nome. Si inizia con il ricordo dell’annuncio dell’angelo a Giuseppe e, dal 17 al 23 dicembre, le “ferie dell’accolto” (de exceptato). In questo ultimo tratto dell’Avvento troveremo una delle più belle feste mariane, la “domenica della divina maternità della Vergine Maria” (22 dicembre). Il colore rimane ancora “lilla o viola”, i fiori rimangono, le lampane vengono accese durante le celebrazioni, ma, al di là di ogni calendario con le finestrelle da aprire, potremo vivere i giorni della “novena” con più intensità.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.12

Il migrare dei giorni

Così si esprime un canto tratto da un salmo tradotto da padre Turoldo che usiamo nelle nostre chiese. Il verbo evoca fenomeni che notiamo negli sbarchi, nelle tragedie del mare o nelle colonne di persone che camminano verso mondi sereni. Nel canto si fa riferimento però al tempo che si muove con questa suggestiva immagine: “il migrare dei giorni“.

Mentre si svolgeva un funerale (si usa spesso il canto nella celebrazione) ho considerato meglio questa espressione: “Bontà e grazia mi sono compagne quanto dura il mio cammino; io starò nella casa di Dio lungo tutto il migrare dei giorni”. Si può partecipare alla comunione di Dio sempre, “per tutti i secoli dei secoli” diciamo nelle orazioni della Messa, mentre passano gli anni, fino a quando il migrare diventa incontro e meta.

Nella notte di Natale, papa Francesco aprirà la porta santa inaugurando ufficialmente il Giubileo: il migrare dei giorni sarà una occasione per riconoscere la misericordia del Dio cristiano. Il clima dell’Avvento, primo periodo dell’anno liturgico, esprime bene il movimento dei giorni, così come il mese di dicembre che conclude il calendario racconta altrettanto bene la presenza di Dio nel movimento della clessidra, leggera sabbia del tempo.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.11

Conto alla rovescia

Il termine “Avvento”, con l’acquisto e la partenza del famoso calendario ricco di cioccolatini e con l’accensione della prima candela sulle quattro previste, determina quasi un conto alla rovescia verso il giorno di Natale con i suoi riti e le sue luci.
Nel rito romano (a mio parere) avere solo quattro domeniche “schiaccia” il tempo di l’Avvento soprattutto nella attesa della festa del 25 dicembre per cui, nel clima culturale in cui viviamo, ci si allena ai preparativi culinari, turistici e vacanziere oltre che religiosi. L’inizio del mese di dicembre (quest’anno non abbiamo il ponte dell’Immacolata) avvicina la festa sopra ricordata. Ci potrebbe così essere il pericolo di mettere tra parentesi l’aspetto “escatologico” (usiamo un termine difficile ma un vocabolo cristiano), quello che riporta “in azione il futuro” come ritorno del nostro Signore Gesù Cristo. Lui si può permettere di ritornare glorioso perché ha superato il vincolo del tempo e dello spazio creato dalla morte: è risorto infatti.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI N.10

Reliquie in città

L’evento delle reliquie dei coniugi Louis e Zelié Martin e della loro più conosciuta Teresa di Lisieux che resteranno in città, nella chiesa di Lavanderie per tre giorni, tocca la sensibilità cristiana. Un momento importante per le nostre parrocchie per valorizzare lo sguardo sui santi. Nessuna magia o scaramanzia: la Chiesa dà valore e custodisce le reliquie dei santi come segno del passaggio della Grazia in quei corpi. Evidentemente loro non sono nelle urne ma quel pellegrinare che si compie esprime il desiderio di contatto e di amicizia che diventa intercessione.

Teresa la piccola, ma la grande; Teresa antica ma che continua con i suoi “petali dal cielo”; Teresa nel Carmelo con i suoi 23 anni ma con l’eternità della sua santità. Lous e Zelié  la prima coppia canonizzata: lui orologiaio, lei con una piccola bottega per lavorare i merletti; lei che muore giovane di cancro e lui che vive i suoi ultimi tre anni in un ospedale psichiatrico. Una relazione straordinaria la loro, che ha portato quattro su cinque figlie (altri quattro bambini morti in tenera età) ad esser dono per Dio e per la Chiesa. Grazie ad un ragazzo di Monza Pietro Schilirò, miracolato per loro intercessione da una malattia polmonare da piccolo, si è aperta la strada alla beatificazione poi alla canonizzazione avvenuta nel 2015.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.9

Il nuovo messale ambrosiano

Come abbiamo accennato la scorsa settimana, oggi entra in vigore il nuovo messale, IL libro per  eccellenza della preghiera cristiana dove “si modella” il nostro rapporto con Dio. Oltre a questo numero “doppio” del ponte degli specchietti, verrà dato al termine di ogni messa un foglietto colorato al fine di usarlo in settimana per la semplice preghiera quotidiana.

Avremo modo “di stare sul pezzo”, cioè sul messale in tre momenti dell’anno: ora per le domeniche di avvento, poi per le domeniche che vanno dall’epifania alla quaresima, e infine per le domeniche del tempo pasquale. Vogliamo proprio pregare con lo stile che la liturgia ci indica.

L’Avvento con parole già dette: “È vero che l’anno liturgico inizia il 17 novembre, ma più correttamente l’inizio è il 31 marzo, giorno della Pasqua. Da lì ha cominciato a scorrere in noi la vita nuova che si sviluppa tra i giorni, i mesi e gli anni”.
Con queste parole (ho cambiato solo le date) riprendo ciò che dicevo lo scorso anno anche perché… nessuno si ricorda! Ecco il senso del titolo e, dal momento che mi sembra chiaro quel precedente scritto… “repetita iuvant”.Se qualcuno dovesse ricordarsi me lo dica che “gli faccio la fotografia”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTTI n.8

Meno male che non cambia nulla

Non è notizia da giornale il fatto che con sabato 16 e domenica 17 novembre entra in vigore nella chiesa ambrosiana il nuovo messale: e meno male! Una notizia del genere come potrebbe interessare? Due anni fa solo l’idea che si stesse cambiando la dizione finale del Padre nostro fece notizia con le normali contestazioni (spesso da parte di cattolici) e con le solite sensazioni di disagio quando avviene un cambiamento.

Ora la Chiesa ambrosiana, con il suo rito, non fa altro che introdurre “pari pari” quelle novità inserite nella Messa, con il rinnovamento del messale di rito romano avvenuto nel 2021 da una parte e, dall’altra, ha aggiornato il cambiamento avvenuto nelle riforma del lezionario ambrosiano (dove ci sono le letture delle Messe dell’anno liturgico) avvenuta nel 2008.

Solo poi qualche “pennellata” qua e là nei testi di orazioni e prefazi ma… che forse non saranno percepite. E va bene così, dico!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 7

Il Sinodo non può finire

Mi sembra bello potere dare voce (oltre agli spunti della scorsa settimana del vescovo Delpini) a un teologo che ha seguito il recente Sinodo sulla sinodalità conclusosi domenica 27 ottobre.

Sempre a Roma, la chiesa italiana riprenderà con i rappresentanti di tutte le diocesi il cammino sinodale con due assemblee: la prima dal 15 al 17 novembre, la seconda dal 31 marzo al 4 aprile 2025. Come far calare nella nostra chiesa italiana gli elementi finora emersi, per arrivare a delle linee anche normative? Della serie “il cammino non può finire!”.

Ora la parola al vescovo di Novara mons. Franco Giulio Brambilla che don Felice e il sottoscritto conosciamo bene. Teologo fine, apprezzato, pastore buono. Così si esprime il vescovo Brambilla su Avvenire il 30 ottobre: “Ora bisognerà passare dal Sinodo di carta al Sinodo di carne. Per farlo indico cinque temi notevoli.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.5

Il segno di una Messa

Nel giorno in cui viene celebrata un’unica Messa vespertina in città, riportiamo la seconda parte dell’intervento illustrato dal vicario Don Antonio ai nuovi consigli pastorali (la prima parte è stata pubblicata la scorsa domenica). Un testo interessante, intenso, da portare a conoscenza di tutti. La stesura risente della forma schematica tipica di chi, nel comunicare, si esprime poi a braccio.

Bello il fatto che questo scritto dia senso alla scelta di vivere una sola messa vespertina tra le nostre parrocchie: domenica 13 ottobre saremo infatti insieme al Villaggio ambrosiano per la Messa delle ore 17.30. Un momento liturgico che può essere capito solo se diventa “segno di altro”. Pian piano sarebbe auspicabile e gioioso poter dire: “Che bello celebrare con altri cristiani che sono nella mia città”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.4

Lunedì 7 ottobre
Digiuno non preghiera

Un anno fa.

Una strage. Numeri impressionanti di morti e ancor più di odio. Ora il conflitto si allarga: chi lo fermerà?

I termini “digiuno e preghiera” spesso vengono messi insieme ma, con un po’ di preghiera, di fatto…non si digiuna mai. E se facessimo il contrario? Giornata senza prendere nulla, se non qualcosa a colazione. Evitare ogni richiamo del cibo, forse è già preghiera. E se in pausa pranzo si entrasse in una chiesa, ci si raccogliesse…proprio perché c’è digiuno? E mentre mi accorgo di aver fame, di desiderare un caffè o di sentire il bisogno di stuzzicare il cibo, andassi idealmente davanti a Dio con quel poco che posso, per stare in quel dolore e in quella sofferenza? Lunedì 7 ottobre giornata di digiuno nella preghiera!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.3

Parlare del Diavolo

Era il 1972 quando Paolo VI creò scompiglio, anche in campo cattolico, per avere detto queste parole: «Il male, il peccato c’è ed è occasione ed effetto d’un intervento in noi e nel nostro mondo d’un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa». Aveva la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio».

Riandando a notizie di quell’epoca ho trovato quanto un noto giornalista della Stampa sentenziò: «Se Paolo VI crede al diavolo, ogni discorso con questo mondo che è il nostro mondo, il mondo moderno – diventa difficilissimo, per non dire impossibile» (Vittorio Gorresio). Ero alla superiori e ricordo un senso di “medioevale” (in forma negativo) nell’accennare all’esistenza del Diavolo da parte del Papa.  Mi accodavo anche io, da giovane, alla mentalità desacralizzante che c’era in quegli anni nei confronti della Chiesa pur nel vento del Concilio. Solo con il tempo riuscii a capire la portata di quelle parole che tocca coscienze, il mondo e la Chiesa.

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