PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 7

Il Sinodo non può finire

Mi sembra bello potere dare voce (oltre agli spunti della scorsa settimana del vescovo Delpini) a un teologo che ha seguito il recente Sinodo sulla sinodalità conclusosi domenica 27 ottobre.

Sempre a Roma, la chiesa italiana riprenderà con i rappresentanti di tutte le diocesi il cammino sinodale con due assemblee: la prima dal 15 al 17 novembre, la seconda dal 31 marzo al 4 aprile 2025. Come far calare nella nostra chiesa italiana gli elementi finora emersi, per arrivare a delle linee anche normative? Della serie “il cammino non può finire!”.

Ora la parola al vescovo di Novara mons. Franco Giulio Brambilla che don Felice e il sottoscritto conosciamo bene. Teologo fine, apprezzato, pastore buono. Così si esprime il vescovo Brambilla su Avvenire il 30 ottobre: “Ora bisognerà passare dal Sinodo di carta al Sinodo di carne. Per farlo indico cinque temi notevoli.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.5

Il segno di una Messa

Nel giorno in cui viene celebrata un’unica Messa vespertina in città, riportiamo la seconda parte dell’intervento illustrato dal vicario Don Antonio ai nuovi consigli pastorali (la prima parte è stata pubblicata la scorsa domenica). Un testo interessante, intenso, da portare a conoscenza di tutti. La stesura risente della forma schematica tipica di chi, nel comunicare, si esprime poi a braccio.

Bello il fatto che questo scritto dia senso alla scelta di vivere una sola messa vespertina tra le nostre parrocchie: domenica 13 ottobre saremo infatti insieme al Villaggio ambrosiano per la Messa delle ore 17.30. Un momento liturgico che può essere capito solo se diventa “segno di altro”. Pian piano sarebbe auspicabile e gioioso poter dire: “Che bello celebrare con altri cristiani che sono nella mia città”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.4

Lunedì 7 ottobre
Digiuno non preghiera

Un anno fa.

Una strage. Numeri impressionanti di morti e ancor più di odio. Ora il conflitto si allarga: chi lo fermerà?

I termini “digiuno e preghiera” spesso vengono messi insieme ma, con un po’ di preghiera, di fatto…non si digiuna mai. E se facessimo il contrario? Giornata senza prendere nulla, se non qualcosa a colazione. Evitare ogni richiamo del cibo, forse è già preghiera. E se in pausa pranzo si entrasse in una chiesa, ci si raccogliesse…proprio perché c’è digiuno? E mentre mi accorgo di aver fame, di desiderare un caffè o di sentire il bisogno di stuzzicare il cibo, andassi idealmente davanti a Dio con quel poco che posso, per stare in quel dolore e in quella sofferenza? Lunedì 7 ottobre giornata di digiuno nella preghiera!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.3

Parlare del Diavolo

Era il 1972 quando Paolo VI creò scompiglio, anche in campo cattolico, per avere detto queste parole: «Il male, il peccato c’è ed è occasione ed effetto d’un intervento in noi e nel nostro mondo d’un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa». Aveva la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio».

Riandando a notizie di quell’epoca ho trovato quanto un noto giornalista della Stampa sentenziò: «Se Paolo VI crede al diavolo, ogni discorso con questo mondo che è il nostro mondo, il mondo moderno – diventa difficilissimo, per non dire impossibile» (Vittorio Gorresio). Ero alla superiori e ricordo un senso di “medioevale” (in forma negativo) nell’accennare all’esistenza del Diavolo da parte del Papa.  Mi accodavo anche io, da giovane, alla mentalità desacralizzante che c’era in quegli anni nei confronti della Chiesa pur nel vento del Concilio. Solo con il tempo riuscii a capire la portata di quelle parole che tocca coscienze, il mondo e la Chiesa.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.2

Allo specchio

Giovedì, mentre iniziavo le prime righe di questo foglio, si leggeva alla Messa un brano della lettera di san Giacomo. Mi colpiva il richiamo allo specchio e alla sua importanza che diamo appena ci alziamo (disastrosa) e a quella più importante che verifica il volto prima di uscire con l’adeguato vestiario. Vedendosi usciamo più tranquilli perché “tutto è a posto”.  Cosi san Giacomo: “Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi; perché, se uno ascolta la Parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica come era”. Non entro nel dettaglio di tutto il testo ma riprendo quella immagine dello specchio.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 1 (2024)

Riapre il ponte

In questo periodo siamo meno attenti ad un ponte quanto piuttosto alla conclusione del collegamento alla tangenziale così che il traffico non sia congestionato come ora. Noi parliamo di un ponte più semplice, quel foglio settimanale che accompagna la vita delle parrocchie di Segrate centro, San Felice, Novegro: riprendiamo la pubblicazione. Siamo già quasi al terzo anno di questo informatore cartaceo (anche riportato nei siti parrocchiali) che vuole offrire qualche spunto di riflessione, notizie che riguardano le rispettive parrocchie, semplici avvisi. Entrano nelle case 250 e più copie. Simpatica la situazione, abbastanza frequente, di chi porta il foglio a chi non può venire in chiesa.

Il solito e le novità

Riprende la vita normale di ogni singola parrocchia: le celebrazioni nei rispettivi orari, l’attività del catechismo e degli oratori, la cura degli ambienti e dell’accoglienza delle persone, il calendario di ricorrenze e feste…

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 40

Ultimo, poi in vacanza

Il caldo sta arrivando e anche il “Ponte degli specchietti”  sente la stanchezza  e il movimento dell’estate. Con questo numero ci fermiamo per la pausa estiva. Lasciamo come lettura la catechesi di Papa Francesco dello scorso febbraio circa un “male” particolare che si chiama “Accidia”.  Recuperiamo la preghiera di San Tommaso Moro citata dal Papa nell’incontro in Vaticano con i comici.

L’accidia
Tra tutti i vizi capitali ce n’è uno che spesso passa sotto silenzio, forse a motivo del suo nome che a molti risulta poco comprensibile: sto parlando dell’accidia. Per questo, nel catalogo dei vizi, il termine accidia viene spesso sostituito da un altro di uso molto più comune: la pigrizia. In realtà, la pigrizia è più un effetto che una causa. Quando una persona se ne sta inoperosa, indolente, apatica, noi diciamo che è pigra. Ma, come insegna la saggezza degli antichi padri del deserto, spesso la radice di questa pigrizia è l’accidia, che letteralmente dal greco significa “mancanza di cura”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.39

Bastava un punto

Per un pelo rischiavo la rottura con un amico conosciuto nella precedente parrocchia a cui va la mia stima da molto tempo. In due o tre occasioni ed anche recentemente, ho avuto modo di ricordarlo per la sua conoscenza di Robert Schumann, un padre fondatore dell’Europa. Qualche giorno fa sarebbe dovuto venire a trovarmi ma, per un disguido dell’ultimo momento, ha dovuto sospendere l’incontro con relativo pranzo in trattoria nei pressi della parrocchia.

Con un messaggio mi chiede solo di fissare una nuova data per incontrarsi. Ricevetti il messaggio in macchina e, fermandomi, risposti con queste parole: “Poi ti dico ciao”. Dopo circa un’ora, giunto a casa, leggo la sua risposta: “??? Forse il tuo messaggio è per un’altra persona”. Mi chiedevo il motivo di quei tre punti interrogativi e… mi accorsi del disastro che avevo combinato. Al mio precedente messaggio (“poi ti dico ciao”)… mancava la punteggiatura, risultando che con lui avevo chiuso, che non volevo vederlo, che dopo il suo “bidone” non ne volevo più sapere. Mi venne subito un brivido immaginando quello che lui aveva provato leggendo quelle parole. Mi dava un po’ di sollievo il fatto che dichiarasse il mio messaggio sbadatamente rivolte ad un altro.

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PONTI DEGLI SPECCHIETTI n. 38

Contare i giorni

Ognuno è legato alle date belle o brutte, gioiose o dolorose, decisive o disastrose che compongono il personale calendario: numeri di giorni, mesi ed anni che hanno un senso e che creano un tessuto come fili che si intrecciano, una rete che poi diventa la nostra esistenza. Una nascita e una fine, tanti inizi e tante conclusioni, molte riprese e altrettante cadute, diverse sorprese e parecchi bastoni tra le ruote.

Compleanni e anniversari diventano “giorni simbolo”. Il 14 giugno rappresenta per me una data significativa perché nasceva la mia vita da prete. Ogni sacerdote, come si diceva settimana scorsa, trova nel mese di giugno il proprio giorno di inizio. Inizio chiaro, distesi per terra, nel canto delle litanie dei santi, segnati dal crisma sul palmo delle mani, ripieni dello Spirito Santo mentre il vescovo Carlo Maria, insieme a molti preti, ponevano le mani sulle teste di noi 44 giovani. Il principio di una vita senza sapere come si sarebbe dispiegato il filo in ogni esperienza, luogo o in ogni incontro.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.37

Un nuovo inizio

Oggi il Ponte degli specchietti riporta il nome delle persone che faranno parte dei Consigli pastorali nelle tre rispettive parrocchie. Come abbiamo già scritto non si sono svolte le elezioni per il fatto che le persone indicate e quelle che si sono candidate erano sufficienti secondo le indicazioni diocesane. Sarebbe stato bello avere almeno un numero doppio rispetto agli attuali per poter fare una scelta, ma questo non è avvenuto, per cui si è preferito inglobare tutti nel Consiglio.
Ogni Consiglio viene da una storia precedente (con Novegro si sta riprendendo con calma) e avrà il compito, per quattro anni, di legare tra i componenti che spesso non si conoscono (e questo è un bene), allenandosi ad un ascolto reciproco e a una lettura comune della propria comunità. I sacerdoti che sono a servizio, a pari titoli, delle tre parrocchie, sono un perno che unisce, attraverso il simbolo del “ponte degli specchietti”.  Non si potrà poi dimenticare il percorso iniziato nel 2021 con la preparazione e l’esperienza della Mission Segrate, che indica ulteriormente un cammino in corso tra le sette parrocchie della città.

Proviamo a camminare con l’aiuto di Dio!

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