PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.2

Allo specchio

Giovedì, mentre iniziavo le prime righe di questo foglio, si leggeva alla Messa un brano della lettera di san Giacomo. Mi colpiva il richiamo allo specchio e alla sua importanza che diamo appena ci alziamo (disastrosa) e a quella più importante che verifica il volto prima di uscire con l’adeguato vestiario. Vedendosi usciamo più tranquilli perché “tutto è a posto”.  Cosi san Giacomo: “Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi; perché, se uno ascolta la Parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica come era”. Non entro nel dettaglio di tutto il testo ma riprendo quella immagine dello specchio.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 1 (2024)

Riapre il ponte

In questo periodo siamo meno attenti ad un ponte quanto piuttosto alla conclusione del collegamento alla tangenziale così che il traffico non sia congestionato come ora. Noi parliamo di un ponte più semplice, quel foglio settimanale che accompagna la vita delle parrocchie di Segrate centro, San Felice, Novegro: riprendiamo la pubblicazione. Siamo già quasi al terzo anno di questo informatore cartaceo (anche riportato nei siti parrocchiali) che vuole offrire qualche spunto di riflessione, notizie che riguardano le rispettive parrocchie, semplici avvisi. Entrano nelle case 250 e più copie. Simpatica la situazione, abbastanza frequente, di chi porta il foglio a chi non può venire in chiesa.

Il solito e le novità

Riprende la vita normale di ogni singola parrocchia: le celebrazioni nei rispettivi orari, l’attività del catechismo e degli oratori, la cura degli ambienti e dell’accoglienza delle persone, il calendario di ricorrenze e feste…

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 40

Ultimo, poi in vacanza

Il caldo sta arrivando e anche il “Ponte degli specchietti”  sente la stanchezza  e il movimento dell’estate. Con questo numero ci fermiamo per la pausa estiva. Lasciamo come lettura la catechesi di Papa Francesco dello scorso febbraio circa un “male” particolare che si chiama “Accidia”.  Recuperiamo la preghiera di San Tommaso Moro citata dal Papa nell’incontro in Vaticano con i comici.

L’accidia
Tra tutti i vizi capitali ce n’è uno che spesso passa sotto silenzio, forse a motivo del suo nome che a molti risulta poco comprensibile: sto parlando dell’accidia. Per questo, nel catalogo dei vizi, il termine accidia viene spesso sostituito da un altro di uso molto più comune: la pigrizia. In realtà, la pigrizia è più un effetto che una causa. Quando una persona se ne sta inoperosa, indolente, apatica, noi diciamo che è pigra. Ma, come insegna la saggezza degli antichi padri del deserto, spesso la radice di questa pigrizia è l’accidia, che letteralmente dal greco significa “mancanza di cura”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.39

Bastava un punto

Per un pelo rischiavo la rottura con un amico conosciuto nella precedente parrocchia a cui va la mia stima da molto tempo. In due o tre occasioni ed anche recentemente, ho avuto modo di ricordarlo per la sua conoscenza di Robert Schumann, un padre fondatore dell’Europa. Qualche giorno fa sarebbe dovuto venire a trovarmi ma, per un disguido dell’ultimo momento, ha dovuto sospendere l’incontro con relativo pranzo in trattoria nei pressi della parrocchia.

Con un messaggio mi chiede solo di fissare una nuova data per incontrarsi. Ricevetti il messaggio in macchina e, fermandomi, risposti con queste parole: “Poi ti dico ciao”. Dopo circa un’ora, giunto a casa, leggo la sua risposta: “??? Forse il tuo messaggio è per un’altra persona”. Mi chiedevo il motivo di quei tre punti interrogativi e… mi accorsi del disastro che avevo combinato. Al mio precedente messaggio (“poi ti dico ciao”)… mancava la punteggiatura, risultando che con lui avevo chiuso, che non volevo vederlo, che dopo il suo “bidone” non ne volevo più sapere. Mi venne subito un brivido immaginando quello che lui aveva provato leggendo quelle parole. Mi dava un po’ di sollievo il fatto che dichiarasse il mio messaggio sbadatamente rivolte ad un altro.

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PONTI DEGLI SPECCHIETTI n. 38

Contare i giorni

Ognuno è legato alle date belle o brutte, gioiose o dolorose, decisive o disastrose che compongono il personale calendario: numeri di giorni, mesi ed anni che hanno un senso e che creano un tessuto come fili che si intrecciano, una rete che poi diventa la nostra esistenza. Una nascita e una fine, tanti inizi e tante conclusioni, molte riprese e altrettante cadute, diverse sorprese e parecchi bastoni tra le ruote.

Compleanni e anniversari diventano “giorni simbolo”. Il 14 giugno rappresenta per me una data significativa perché nasceva la mia vita da prete. Ogni sacerdote, come si diceva settimana scorsa, trova nel mese di giugno il proprio giorno di inizio. Inizio chiaro, distesi per terra, nel canto delle litanie dei santi, segnati dal crisma sul palmo delle mani, ripieni dello Spirito Santo mentre il vescovo Carlo Maria, insieme a molti preti, ponevano le mani sulle teste di noi 44 giovani. Il principio di una vita senza sapere come si sarebbe dispiegato il filo in ogni esperienza, luogo o in ogni incontro.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.37

Un nuovo inizio

Oggi il Ponte degli specchietti riporta il nome delle persone che faranno parte dei Consigli pastorali nelle tre rispettive parrocchie. Come abbiamo già scritto non si sono svolte le elezioni per il fatto che le persone indicate e quelle che si sono candidate erano sufficienti secondo le indicazioni diocesane. Sarebbe stato bello avere almeno un numero doppio rispetto agli attuali per poter fare una scelta, ma questo non è avvenuto, per cui si è preferito inglobare tutti nel Consiglio.
Ogni Consiglio viene da una storia precedente (con Novegro si sta riprendendo con calma) e avrà il compito, per quattro anni, di legare tra i componenti che spesso non si conoscono (e questo è un bene), allenandosi ad un ascolto reciproco e a una lettura comune della propria comunità. I sacerdoti che sono a servizio, a pari titoli, delle tre parrocchie, sono un perno che unisce, attraverso il simbolo del “ponte degli specchietti”.  Non si potrà poi dimenticare il percorso iniziato nel 2021 con la preparazione e l’esperienza della Mission Segrate, che indica ulteriormente un cammino in corso tra le sette parrocchie della città.

Proviamo a camminare con l’aiuto di Dio!

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 36

Cinq ghei pusé, ma rus

È il tradizionale detto lombardo per indicare che è meglio qualcosa che costi un filino di più, ma che sia bello (“cinque centesimi di più, ma rosso”). Il rosso è sgargiante, spesso prezioso ed un colore che colpisce. Inizia un tempo liturgico “da rosso” fino al 20 ottobre. Una liturgia che per tanti mesi espliciterà quel rosso fuoco della Pentecoste. Inizia, cioè, il “Tempo della Pentecoste” con diverse sfumature che troveremo di domenica in domenica. Suggeriamo di viverlo come eco dello Spirito Santo che ci accompagnerà per tutta l’estate fino alle prime settimane di autunno.

Corpus Domini 30 maggio

È il secondo “grande giovedì” oltre alla solennità dell’Ascensione celebrata il 9 maggio. Giovedì 30 maggio faremo la proposta della Messa serale alle ore 21 e nella giornata la proposta dell’adorazione eucaristica con orari differenti tra parrocchie. Usare l’espressione “stare in adorazione davanti all’Eucarestia”, per un certo verso, non è corretto: detto in questo modo siamo in errore rispetto al segno di croce dove diciamo di essere “nel nome del Padre”. Se siamo “in” Dio non possiamo stare “davanti” a Dio in una posizione staccata. La preghiera davanti all’Eucarestia “esposta sull’altare” è solo un modo per indicare un particolare della fede cristiana, fermarsi e sostare, così come si fa quando si entra in chiesa e una luce rossa segnala la presenza del Signore nel tabernacolo.
Indicare un particolare ha senso perché rimanda “all’insieme”. Il famoso dito di Dio nel giudizio universale della cappella Sistina è il particolare di una grande opera; in modo analogo, dare importanza al particolare “l’altare, il pane”, mettersi davanti all’ostensorio, rafforza l’opera d’arte di Dio che vuole e che consiste nella comunione “come il Padre è in me, così io in voi”.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 35

Non ispirato

Capita di non avere l’ispirazione: se lo Spirito agisce deve avere anche il permesso… di non agire! Questo impegno settimanale che diventa “ponte degli specchietti”, parte sempre con qualche ispirazione che arriva all’improvviso. È un foglio informativo che nelle mie precedenti esperienze da parroco non avevo.  Solo a Busto Arsizio iniziai una pubblicazione di otto pagine, che si distribuiva cinque volte all’anno, lo stesso ritmo che tenevo per il giornalino dell’oratorio negli anni passati a Legnano. Ed è proprio in quell’oratorio che nacque il mio interesse nello scrivere per il fatto che favoriva il coinvolgimento di una ventina di giovani nella redazione, nelle firme, nella stampa e nella distribuzione.

Trovo che questo impegno settimanale sia comunque una bella occasione sperando sempre nell’ispirazione. Attualmente gestito da me, con qualche intervento saltuario di altre persone (oltre a chi impagina il foglio), l’informatore che arriva nelle tre parrocchie nasce dal calendario, da una circostanza, da un periodo liturgico e, appunto, da una ispirazione.  Certo, si potrebbe fare in altri modi, ma… il manico è quello! Ciò che stupisce anche me, è l’arrivo di una ispirazione che parte da un elemento marginale, talvolta piccolo e insignificante ma che permette di sviluppare una riflessione.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 34

Verso la Pentecoste

Dopo la solennità dell’Ascensione celebrata il 9 maggio, siamo nei giorni che precedono la Pentecoste, festa che celebreremo domenica 19 maggio, e che rappresenta una delle quattro feste fondanti il cristianesimo.

La festa ebraica di Shavuot si celebra sette settimane dopo Pasqua, esattamente al “cinquantesimo giorno”, numero che indica pienezza (7×7+1) e l’inizio del tempo del “compimento”. Festa delle primizie, della mietitura e della gioia, divenne memoriale del dono della Torah al Sinai e del rinnovamento dell’alleanza tra Dio e il popolo d’Israele. Mentre stava compiendosi il giorno di Pentecoste e Gerusalemme era piena di gente proveniente dalle varie regioni, ecco l’improvviso arrivo dello Spirito Santo, nella forma che conosciamo di un vento gagliardo e di un fuoco di amore, che invade la comunità dei discepoli.

Daremo importanza a questa festa con la proposta della veglia di Pentecoste sabato 18 maggio alle ore 21 nella chiesa di Novegro: convergere dalle sette parrocchie e invocare su noi lo Spirito Santo è un segno bello di apertura.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 33

Chi, se non noi?
Festa dell’Ascensione: giovedì 9 maggio
MESSA ore 21

Ribadiamo la opportunità che questa festa sia riscoperta nella sua ricchezza. Se non siamo noi a salvare le feste cristiano… chi, se no? Dopo quaranta giorni dalla Pasqua valorizziamo questa solennità con la “liturgia dell’Ascensione”. Gesù “sale alla destra del Padre”, lasciando che la comunità dei discepoli sia il suo corpo terreno.

A San Felice la mattina si celebrerà la Messa di orario mentre viene sospesa a Santo Stefano la messa delle ore 18. Sono due i motivi per celebrare anche alle ore 21: da una parte favorire tutti coloro che lavorano e dall’altra convergere in un momento comunitario, diversamente dalla domenica dove c’è la possibilità di scelta. Anche la luce della sera ci permette di uscire per ritrovarci nella solennità di un momento attorno al Pane e alla Parola.
Personalmente, come parroco, sento molto questo stare insieme con la comunità. Ovviamente non potrò avere il dono della ubiquità ma credo sia un momento bello. Immagino con il pensiero che questa Messa in giorno feriale possa essere ora e in futuro un gesto per tutte le età e categorie: piccoli e grandi, adulti e adolescenti, anziani e ragazzi. Per molte famiglie potrebbe anche essere un modo per prepararsi alla Prima Comunione o alla Cresima dei propri figli. Cercheremo di animarla con il canto e una liturgia curata.

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