PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 32

Mese di maggio

La tradizione cristiana considera questo mese dedicato alla Madonna (il riferimento va alle rose che crescevano nei giardini quando la gente seguiva il ritmo della natura). Pur sapendo che il tempo liturgico mariano è l’Avvento con due grandi feste (l’Immacolata e la festa della divina maternità di Maria) diamo importanza alle nostre tradizioni.

Iniziamo con il ricordare la tradizione che unisce tutte le parrocchie del decanato di Cernusco sul Naviglio, ritrovandoci venerdì 17 maggio a Caravaggio con la recita del rosario – alle 20 – a cui seguirà la Messa concelebrata.

Partenza in automobile (o bus) alle ore 19.

“All’esterno con il rosario”

Nelle nostre tre comunità riprendiamo la buona abitudine di “portare all’esterno” la recita del Rosario serale in quattro luoghi delle rispettive parrocchie: un modo per coinvolgere ragazzi e famiglie, invitando vicini e amici a questo semplice momento di preghiera comunitaria.
A santo Stefano il giorno sarà il mercoledì a partire dall’8 maggio (inizieremo in via Cellini, poi via san Rocco, piazzale del mercato, piazzale della stazione).
A San Felice il giorno sarà il mercoledì sempre a partire dall’8 maggio (parco giochi tra la prima e la seconda strada; panchine fronte lago, prato centro commerciale, prato lato chiesa).

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 31

“Creare casa”

Nella 61^ Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, i Vescovi italiani, vogliono recuperare l’invito del Papa per creare ambienti adeguati nei quali sperimentare il miracolo di una nuova nascita. “Fare casa è imparare a sentirsi uniti agli altri al di là di vincoli utilitaristici e funzionali, uniti in modo da sentire la vita più umana. Creare casa è permettere che la profezia prenda corpo e renda i nostri giorni meno inospitali, meno indifferenti e anonimi”. La nostra preghiera e i gesti nelle comunità perché così accada.

Una bella chiarificazione

Nell’incontro dello scorso lunedì con quello che è, per ora, un piccolo gruppo di cinquantenni, si è parlato della recente Dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della fede, “Dignitas infinita”. In essa, dal n.1 al n.6, sono riportate le parole degli ultimi pontefici, mentre sono bastati i n. 7 e 8 per sviluppare un interessante incontro di scambio e di approfondimento. Diamo voce a questa parte iniziale della Dichiarazione che determina i principi portanti.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.30

Un battesimo

È sempre intenso l’accompagnamento di un adulto ai sacramenti dell’iniziazione cristiana. In questi ultimi tre anni abbiamo accompagnato tre donne catecumene e in questa domenica Ida, la quarta catecumena, si appresta ad entrare nella comunità dei figli di Dio.  Tre anni di preparazione, accompagnata da Monika, in un progressivo avvicinamento al vangelo, alla vita liturgica e alla comunità di santo Stefano.

Quest’anno sono 83 i catecumeni che nella diocesi di Milano hanno ricevuto il battesimo a Pasqua o nelle settimane del tempo pasquale (come il giovane Francesco di Lavanderie). Chi si accosta alla Chiesa per chiedere questo dono intravede la novità che l’immersione battesimale produce. Si prepara, si lascia guidare e avverte che anche Dio, da parte sua, desidera venirgli incontro.

Solo l’abitudine, ahimè, impedisce di notare la potenza di questa “immersione nella vita stessa di Dio!”. Un pericolo che toccherà tutti i credenti, evitato solo ripartendo da quel fonte battesimale e dal dono ricevuto. Sappiamo come si è esposti al peccato o allo sfilacciarsi del legame con il divino. In questo caso è possibile riscoprire la bellezza del sacramento della Confessione che per molti risulta incomprensibile e inutile.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 29

Verso Pentecoste

Dopo la Pasqua e l’intensa settimana successiva, prende il via il percorso “verso Pentecoste“, solennità che si celebrerà domenica 19 maggio. Cerchiamo di dare importanza a questo tempo speciale. Nel tragitto troveremo, giovedì 9 maggio, l’altra significativa solennità: l’Ascensione. Per questo periodo suggeriamo una veloce traccia per la riflessione e la preghiera. Vogliamo “mettere punti” segnalando una parola di riferimento. Come avviene nel gioco della Settimana enigmistica, i punti uniti potranno creare una immagine. Alla domenica stamperemo un foglio particolare semplificato, mentre la proposta completa sarà pubblicata sul sito di santo Stefano, comprendente l’inno Akatistos.

Il rito romano oggi celebra la domenica della “Divina misericordia”, a partire dall’esperienza spirituale di santa Faustina. Noi di rito ambrosiano abbiamo già celebrato, insieme alla domenica della divina clemenza, questa festa prima di iniziare la Quaresima. Teniamo conto della ricchezza di questa domenica anche se seguiamo la particolarità del nostro rito.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 28

L’augurio per la Pasqua cristiana!

Non un semplice saluto di “buona Pasqua” ma un augurio, con qualche riga in più, che vuole esplorare il mistero di questa festa unicamente cristiana. Quasi un dialogo dove la morte parla vedendo arrivare Gesù negli inferi. L’augurio perché si sperimenti questa liberazione…
Don Norberto, don Mauro, don Felice, don Saturnino, diacono Dario

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 27

Verso le elezioni

Sono arrivate diverse schede con la segnalazione di autocandidature o di segnalazioni di persone per il Consiglio pastorale: subito dopo Pasqua faremo conoscere i nominativi per le elezioni che avverranno il 26 maggio a santo Stefano e il 2 giugno a San Felice.

Stimolante e costruttiva la serata con Gianni Borsa, anche per il ruolo e l’opera che l’Azione Cattolica ha nella Chiesa diocesana. Forse poco evidente il lavoro che molti laici di Azione Cattolica vanno facendo, forse poco conosciuta la realtà di questa Associazione voluta dai vescovi affinché laici competenti, abbiano a cuore la formazione e la crescita di tutti i credenti, nel contesto dell’attuale società.

E’ risuonata più volte l’espressione: “Mi sta a cuore la comunità cristiana in cui vivo perché annunci il Vangelo”. Il Consiglio pastorale rinnovato anche nel suo stile di lavoro favorirà questa corresponsabilità nella chiesa locale.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.26

Con il senno di poi

Quante volte abbiamo usato questa espressione dopo aver fatto una scelta o compiuto una azione. Nella Chiesa siamo abituati a riconoscere che con il senno di poi si poteva fare meglio, costruire meno, buttarsi in cose più essenziali. In ambiti educativi cattolici ci si è accorti dei grandi peccati compiuti e ora, con il senno di poi, ci si rende conto del male fatto. Un’autocritica analoga non si verifica spesso in campo partitico o giornalistico o nel mondo dello spettacolo e della cultura. Con il senno di poi non si sarebbero magari fatte determinate trasmissioni, esagerato nei toni o nelle polemiche. Spesso i processi di cui ci lamentiamo e che sono sotto gli occhi di tutti, devono pur aver avuto un padre e una madre! Nessuno sembra riconoscere che, con il senno di poi, si è sbagliato.

Occorre sempre riconoscere la buona fede con cui una persona o una agenzia religiosa fa le cose: si parla, ci si confronta e poi in coscienza si decide per il meglio. Da qui nasce l’apprezzamento di scelte fatte in anni precedenti, perché “dai loro frutti li riconoscerete”. Se invece ci fosse stata una mala fede pensata e non dichiarata, forse bisognerà pagare lo scotto vedendo i risultati: ma chi lo fa?

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 25

Siamo a metà

Siamo a metà della Quaresima, occasione di un piccolo “tagliando”. Sappiamo come a fronte di un impegno forte di partenza, ci possa essere un calo di attenzione nella preghiera o nella cura del “digiuno variegato” o in quella carità che passa dalle parole ai gesti. Siamo a metà con l’intento di riconoscere ciò che abbiamo iniziato di bello e riprenderci qualora ci fosse un piccolo abbassamento della tensione.

Sta concludendosi il percorso di coloro che si preparano al matrimonio cristiano con le 31 coppie coinvolte a livello cittadino. Siamo a metà degli incontri cittadini proposti sul tema della “Coscienza nell’era digitale” che si tengono nella parrocchia di Milano Due. Anche Jorida della parrocchia di santo Stefano è a metà del suo percorso quaresimale (“scrutini”) prima del battesimo che sarà celebrato il 14 aprile.

Bene: senza lascarci troppo andare, ricordiamo solo che abbiamo ancora davanti a noi… “l’altra metà” prima della Pasqua.

Peccato

Peccato che eravamo in pochi! Appropriata la presenza di Erica Tossani, martedì 5 marzo a San Felice. Più che la sua esperienza come operatore nella Caritas, Erica ha avuto il dono di essere una “facilitatrice” durante il Sinodo che il Papa ha indetto due anni fa e che ha visto, nello scorso ottobre, la sua penultima fase. Tutto quel lavoro sta tornando nelle Conferenze episcopali nazionali che, entro ottobre di quest’anno, dovranno far pervenire le loro considerazioni. Successivamente, l’anno 2025 con il Giubileo sarà un ulteriore trampolino affinché la Chiesa si affidi ancora di più al suo Signore e si metta con coraggio e semplicità nell’annuncio della vita nuova.

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PONTE DEGLI SPECHIETTI n. 24

Elezione del nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale

Domenica 26 maggio (a San Felice sarà il 2 giugno a causa della Prima comunione), in tutta la Diocesi verranno rinnovati il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) e il Consiglio per gli Affari Economici (CAE), che sono la concreta espressione della corresponsabilità di tutti i fedeli nella vita e nella missione della Chiesa. Il C.P.P. rimane in carica “solo” 4 anni e, ogni anno, sono previsti 5/6 incontri (uno insieme al CAE).

In questo mese di marzo invitiamo i parrocchiani a candidarsi o a segnalare persone ritenute idonee a svolgere questo servizio pastorale nella nostra Parrocchia. Ricordiamo che i candidati devono rappresentare tre fasce di età: da 30 a 50 anni; da 51 a 65; oltre i 65.  Ci auguriamo che molti di voi sentano il desiderio di partecipare attivamente alla vita della parrocchia e per questo vi ringraziamo in anticipo. Vi invitiamo quindi a compilare la specifica scheda ed a consegnarla in parrocchia entro domenica 17 marzo, nella cassetta della posta o nell’urna.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 23

Croce o crocifisso

Avere una croce è diventato sinonimo di sofferenza e di forte problema. Talvolta si dice “È la mia croce da portare”, aggiungendo il verbo “portare” che rimanda alla via crucis di Gesù. Sappiamo che nella chiesa “è vietato” mettere solo la croce, a meno che non si faccia il rito della via crucis. Nelle chiese si mette la croce (di legno, ricoperta di argento o di oro o con altri materiali) insieme al crocifisso, la figura del corpo di Gesù, talvolta nella drammaticità dell’estremo dolore o con quegli occhi aperti e benevoli che possono essere solo del risorto. Emblematico è il crocifisso di san Damiano ad Assisi.

Molte croci stilizzate o di materiale prezioso si mettono al collo. Io personalmente tengo una croce di legno con una particolare forma che possiede contemporaneamente il segno del “capo reclinato” (quando mi si dice che “è storto”) e nello stesso tempo il segno del movimento e della vita di resurrezione.

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