PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 53

Una bella prospettiva

Papa Leone ha comunicato che proporrà una rilettura del Concilio Vaticano II durante le catechesi del mercoledì. Scelta più che ottima! Per molti il Concilio è un evento storico lontano, quasi sconosciuto, eppure, appena sessanta anni fa, si apriva per la Chiesa un grande squarcio di luce.

Ero bambino quando Papa Giovanni convocò il Concilio, in quel clima particolare del dopo guerra. Quasi nessuno dei protagonisti di allora è ancora in vita. Era un periodo culturalmente effervescente, che avrebbe generato vari movimenti di liberazione. La Chiesa, istituzione ben radicata soprattutto in Europa, avvertiva al suo interno il desiderio di tornare alle origini, di dare valore alla Parola di Dio, di dare concretezza al movimento liturgico che si stava sviluppando dall’inizio del secolo, di aprire un dialogo nuovo con il mondo.

I vescovi furono convocati, con uno sforzo organizzativo enorme. La maggior parte di loro non si conosceva e accordarsi fu un’impresa molto complessa. Grandi incontri fatti in più sessioni segnarono l’inizio di un percorso di cui noi siamo gli eredi, perché la Chiesa di oggi è frutto di quella stagione. Successivamente venne il “post concilio” con il suo entusiasmo ma anche con le interpretazioni talvolta parziali dei documenti promulgati.

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n.52

F come fiducia

Riprendiamo ciò che viene riportato dal sito della casa editrice che promuove lo sviluppo della lingua italiana. L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani dopo “rispetto” nel 2024, ha scelto “fiducia” come parola dell’anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.

Nelle sue diverse accezioni, la parola “fiducia” è un concetto fondamentale per l’esperienza umana perché pone in risalto la dimensione relazionale dell’individuo, manifestandosi nell’ambito personale (fiducia in sé stessi) e in quello comunitario (fiducia nel prossimo, nella comunità, nella società). Essa implica sempre la percezione e il riconoscimento di un legame o di una situazione come affidabile.

Il Dizionario dell’italiano Treccani 100 definisce la fiducia come «l’atteggiamento di tranquilla sicurezza che nasce da una valutazione positiva di una persona o di un gruppo di persone, verso altri o verso sé stessi». La scelta di Treccani tiene conto anche dell’indicazione espressa da molti giovani utenti: “fiducia” è risultata una delle parole più cliccate sul portale e quella con il più alto incremento percentuale rispetto all’anno precedente. Per questo Treccani invita a considerarla non solo un sentimento, ma una pratica quotidiana: un patrimonio condiviso che nutre il vivere insieme. 

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PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 51

Santi Innocenti

La liturgia ambrosiana tiene unite tre feste immediatamente dopo il Natale del Signore che, quando cadono di domenica, vengono valorizzate in modo specifico: la festa di santo Stefano, quella di san Giovanni evangelista e, appunto questa domenica dedicata ai santi Innocenti.

Sangue e urla, dolore e strazio, violenza assurda e pianto senza speranza: che cosa c’è da festeggiare? Occorre ricordare che, nei paesi dove vige la logica della guerra e delle armi, si percepisce che questo male non abbia fine e, soprattutto, non abbia tempo, perché continua a riprodursi senza sosta. Male oggi e male allora, contro quel Bambino e contro quei bambini. Gesù scappa, la santa famiglia fugge in Egitto, richiamo a quella schiavitù vissuta dal popolo prima dell’arrivo di Mosè. Per ora “schiva” l’uccisione, per prepararsi al tempo in cui si offrirà al carnefice, incarnazione del male cosmico: ci sarà un sangue che ponga fine all’odio.

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ORA UN AUGURIO

Questi giorni che ci preparano alla notte e al giorno di Natale passeranno in un attimo; possiamo però custodire qualche istante per un richiamo a quella nascita, con le ricchezze di arte, di poesia, di musica, di preghiera, di silenzio che porta con sé.

Se ognuno di noi somiglia a una statuina, unica e rara, nel grande scenario del mondo: possa non solo guardare il Bambinello, ma essere guardato da lui, nel segreto del proprio cuore.

Se ognuno di noi si trova disperso nelle vicende personali quasi come i Magi: possa essere guidato da un suono che avverte nella sua coscienza e da qualche segno luminoso offerto da persone amiche, tra un augurio e un regalo.

Che ciascuno di noi possa sentirsi guardato con affetto dal “Verbo diventato carne” e si senta avvolto da quella Gloria che si manifesta attraverso l’amicizia.

Che Dio ci benedica tutti! Ecco il nostro augurio…

Don Norberto, don Mauro, don Felice

 

PONTE DEGLI SPECCHIETTI n. 50

Prima Maria

Siamo nel cuore della novena di Natale, con la solennità tipicamente ambrosiana della “Divina maternità di Maria”, la domenica dell’Incarnazione. Nel rito romano questo richiamo è collocato al 1° gennaio. Una domenica nella sua bellezza suprema perché Maria è donna, perché è madre, perché è vergine, perché “di Dio”.

Parole che comprendiamo separando e distinguendo in ruoli e in situazione, ma che trovano unità nel termine “donna” che tutto raccoglie e custodisce. La tradizione ha poi aggiunto altri aggettivi rivolti alla Madonna come quelli che troviamo nelle litanie del rosario. In Maria tutto diventa un’unica persona: ogni termine acquista valore perché rimane intrecciato con gli altri nomi. Ciò che ci appare così strano in Maria, proprio “perché di Dio”, trova la sua originalità. È invito, oggi, a fermare lo sguardo sul presepio e a contemplare soprattutto la statuina di Maria, illuminata in tutte le sue luci.

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